Salta l’arrivo dell’ambasciatore americano

5 Aprile 2016

Ma lo sciopero della fame dei precari di Attiva non si ferma. E due interinali si sentono male

PESCARA. L'ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Repubblica italiana, John R. Phillips (i nonni erano italiani e, quando all'inizio del '900 emigrarono, cambiarono il cognome, Filippi, americanizzandolo in Phillips), non sarà domani a Pescara, come inizialmente previsto.

La notizia è stata confermata ieri pomeriggio dal sindaco Marco Alessandrini. «Sono sopraggiunti», ha reso noto il primo cittadino, «impegni istituzionali».

Nei giorni scorsi, tra l'altro, il sindaco, proprio per l'arrivo in città del capo della missione diplomatica Usa in Italia, aveva chiesto agli ex lavoratori interinali di Attiva, l'azienda municipalizzata che gestisce la nettezza urbana in città, di sgomberare il presidio installato in piazza Italia ormai quasi tre mesi fa e presso il quale gli operatori ecologici, che protestano reclamando un posto di lavoro fisso presso l'azienda, dopo avervi lavorato per anni a tempo determinato, da cinque giorni hanno iniziato uno sciopero della fame.

Lo sciopero della fame è stato proclamato anche per protestare contro l'invito del primo cittadino a sbaraccare la tendopoli, sorta proprio davanti al municipio lo scorso 9 gennaio.

Dell'eventuale sgombero, tuttavia, si parlerà domani in prefettura, quando, con inizio fissato alle ore 11, a palazzo di governo, si incontreranno prefetto, sindaco e una delegazione di ex interinali, per discutere dell'eventuale smantellamento del presidio.

Intanto, però, va avanti lo sciopero della fame, al quale inizialmente venerdì scorso hanno aderito in otto, anche se successivamente, dopo alcune visite mediche, due di essi hanno dovuto rinunciare per problemi relativi alla pressione arteriosa.

Uno dei due è stato anche ricoverato in ospedale, anche se ora, fortunatamente, tutt'e due stanno bene. Da ieri, poi, ai sei che sono ancora in sciopero della fame, si è aggiunto il portavoce dell'associazione Interinali senza gloria, Manolo Da Silva.

«In questi giorni di sciopero della fame», ha sottolineato da Silva, «da noi, del Comune, non è venuto nessuno. Come se non esistessimo», fa notare l'ex di Attiva, davanti alla tenda di piazza Italia, con in mano una bottiglia di una bevanda energetica giunta agli sgoccioli.

Nei prossimi giorni, ha inoltre reso noto Da Silva, si incominceranno anche a discutere in tribunale i primi casi relativi ai ricorsi presentati dagli ex interinali per essere reintegrati in azienda.

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