Salta la sagra del Pecorino: costi salati per la sicurezza

Farindola. Il tradizionale appuntamento di agosto non ci sarà. Ma non è l’unico Loreto cancella “ Centro X Centro Storico”. Il tour operator Stroveglia: un danno
PENNE. Dopo sette edizioni consecutive, tanto successo e visibilità portata anche fuori i confini d’Abruzzo, quest’estate salta la sagra del Pecorino di Farindola. Sarebbe stata l’ottava edizione. Anche a Loreto Aprutino si sono spenti i riflettori su uno degli eventi più attesi e riconosciuti: “Centro X Centro Storico”. Per quasi tutte le associazioni dell’entroterra vestino, ma è stato così un po’ in tutta Italia, è sempre più complicato attenersi alle dure regole della nota circolare Gabrielli. Le norme, approvate nel 2017 a seguito di quanto accaduto in piazza a Torino in occasione della finale di Champions seguita su un maxi schermo, il 3 giugno 2017, quando il panico che fu scatenato tra la folla provocò un morto e centinaia di feriti, hanno messo a dura prova le associazioni meno ricche, imponendo studi di fattibilità e misure di sicurezza spesso insostenibili economicamente. In quasi tutti i piccoli centri le tradizionali sagre sono saltate e chi continua lo fa con sacrifici enormi. «Purtroppo per quest’anno ci blocchiamo», conferma da Loreto Luca Pellegrini dell’associazione Borgo Live, «in quanto la nuova normativa sulla sicurezza è molto complicata e costosa da attuare su un format come quello di Centro X Centro Storico. Sarebbe stata la quinta edizione». A Farindola il grande rammarico è la scomparsa della sagra del Pecorino. «Abbiamo perso un fiore all’occhiello della nostra comunità e un evento divenuto ormai un punto di riferimento per tutta l’area vestina nel periodo estivo», commenta il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta.
Giovedì scorso, dopo le molte segnalazioni e richieste degli amministratori locali e una fase di monitoraggio, sono state aggiornate, semplificate e accorpate in un unico documento tutte le linee guida utili agli organizzatori di eventi e sagre. Il cosiddetto decreto salva sagre è però arrivato ad estate inoltrata e molti appuntamenti non sono più programmabili. Spiega il direttore del tour operator Wolftour, leader dell’eco turismo e nel proporre le meraviglie dell’area vestina e dell’entroterra d’Abruzzo: «Le feste popolari», spiega Antonio Stroveglia, «sono un prodotto turistico che attira molti visitatori nella aree interne. Dovremmo festeggiare per l’inserimento di “Valfino al Canto” tra le 20 feste popolari più importanti in Europa, invece stiamo tristemente osservando impotenti gli annullamenti di eventi tradizionali. La speranza è tutta nel decreto salva sagre. Occorrono regole semplici e certe, albo fornitori, vantaggi fiscali a imprese che sostengono gli eventi e spazi adeguati», conclude il direttore di Wolftour.
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