Saluto tra palestinesi e israeliani Il retroscena dell’incontro al G7

26 Ottobre 2024

Sospiri: «Le delegazioni si sono salutate garbatamente dopo la firma dell’accordo Food for Gaza» Lettera del ministro Tajani: «A Pescara risultati politici importanti». Masci: «Città eccezionale»

PESCARA. È successo tutto in pochi secondi: la delegazione palestinese aveva appena firmato l’accordo “Food for Gaza” per sbloccare gli aiuti umanitari e sanitari e stava uscendo dalla sala con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e i rappresentanti di Usa, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone; la delegazione israeliana stava entrando per iniziare l’audizione e firmare lo stesso documento. Il ministro palestinese dell’Economia Mohammad Alamour e l’ambasciatore di Israele all’Agenzia delle Nazioni Unite a Roma Orli Gil si sono incrociati all’Aurum e «si sono salutati garbatamente». È un dettaglio inedito del G7 di Pescara quello rivelato da Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale che ha assistito alla scena: «Ho vissuto l’emozione di vedere il responsabile dell’Anp uscire mentre l’ambasciatore di Israele entrava; è uno dei momenti più importanti che Pescara abbia mai vissuto», racconta Sospiri (Forza Italia) che aggiunge un passaggio provocatorio: «Se ci fosse stato un altro sindaco, non della mia parte politica, sarebbe stato addirittura candidato al premio Nobel per la pace per aver ospitato un summit del genere nella sua città». Il presidente del consiglio regionale si trovava all’Aurum «furbescamente»: «Volevo esserci e si sono vergognati di buttarmi fuori».
Al G7 Sviluppo, che per tre giorni ha proiettato Pescara a capitale della politica internazionale, la diplomazia muove «un passo verso la pace», così lo chiama il ministro degli Esteri Antonio Tajani con il via libera a “Food for Gaza” e ai 15 camion carichi di cibo e medicine partiti ieri da Genova e diretti nella devastazione di Gaza. E, alla fine del vertice, Tajani ringrazia Pescara in una lettera al sindaco Carlo Masci: «Abbiamo raggiunto dei risultati politici importanti e intendiamo continuare in questa direzione per mantenere vivo “lo spirito di Pescara”», recita la lettera del vice premier che parla di Pescara come «eccellenza italiana che ha conquistato tutti gli ospiti stranieri per la qualità dell’accoglienza e l’efficienza dimostrata nell’organizzazione». E Tajani dice ancora: «Mi permetta di esaltare anche il calore dei suoi concittadini, che mi ha particolarmente colpito in momenti quali la passeggiata per le vie del centro di Pescara o il concerto al Teatro Massimo, un calore che ha creato quell’atmosfera inclusiva e ospitale che ha fatto la differenza e ha contribuito in modo significativo al successo straordinario di questa ministeriale. Desidero estendere i miei più sinceri ringraziamenti ai cittadini pescaresi per la pazienza e la calorosa accoglienza».
Masci traccia un bilancio e dice: «Abbiamo seminato la pace. È nato lo “spirito di Pescara”, così c’è scritto sui documenti ufficiali, e quello spirito l’abbiamo esportato nel mondo, il nome della nostra città resterà per sempre negli annali del G7», afferma orgoglioso Masci, «ha vinto l’unità tra le istituzioni: governo, Parlamento, Regione Abruzzo, Provincia di Pescara, Comune, prefettura e questura. Tutti hanno lavorato insieme per un appuntamento che sembrava fin troppo importante per Pescara. Poi, c’è stata anche la collaborazione del privato: la Pomilio, oltre alla professionalità, ci ha messo il cuore. Abbiamo fatto bella figura anche nei dettagli, organizzando 5 eventi diversi in 5 posti differenti della città e ha funzionato tutto alla perfezione. Pescara è stata eccezionale e ha dimostrato che può vincere sfide mondiali. Le spese sostenute? Sono investimenti che rimarranno in città per i pescaresi».
Una città blindata per tre giorni con cinque zone rosse presidiate da 1.500 uomini e donne delle forze dell’ordine: «Il Centro operativo comunale (Coc) ha ricevuto seicento telefonate e abbiamo risposto al 99% delle chiamate», dice il sindaco che assicura, «non abbiamo registrato disagi ai varchi delle zone rosse e i cittadini si sono mossi senza problemi. Anzi, questa tre giorni ha dimostrato che è possibile non ingolfare Pescara con le auto e questo ci deve far riflettere per le scelte del futuro».
Con il G7, commenta Sospiri, «Pescara ha riconquistato la sua reputazione e la reputazione di una città non ha prezzo. Siamo in grado di organizzare ogni tipo di evento».