Salva per un anno la libreria con l’aiuto di cinquanta clienti

5 Aprile 2015

Il titolare del Punto Einaudi riesce a raccogliere 6mila euro ma per il 2016 è costretto a lanciare un’altra sottoscrizione

PESCARA. Molti ricorderanno il lontano 1992, quando Giulio Einaudi in persona, seduto dietro a un banchetto, si mise a vendere come un commesso qualsiasi Marco e Mattio, di Sebastiano Vassalli. Si trattava dell’inaugurazione del Punto Einaudi in via Pisa, luogo di ritrovo e di incontri per studenti e appassionati di cultura, gestito da Filippo Montefusco, il quale però aveva cominciato la sua attività di librario-venditore di libri molto prima, negli anni ’70, in via Cesare Battisti.

Una carriera dunque più che quarantennale, a proporre libri Einaudi (ma non solo), oltre a una serie di appuntamenti tra seminari e presentazioni, che però avrebbero rischiato di interrompersi bruscamente in questi mesi, se non fosse intervenuta la buona volontà di alcuni sottoscrittori, nel cercare di tenere in piedi l’attuale sede di via del Porto 18, dove dal 2009, proveniente da viale Marconi (la sede successiva a quella di via Pisa), Montefusco, oltre ad aver trasferito il nuovo Punto Einaudi, ha dato vita all’associazione City Lights. Già, poiché, per via delle spese di gestione, accoppiate a una crisi che sembra non aver ancora invertita definitivamente la direzione di marcia, la libreria, che è anche un book-cafè, all’inizio dell’anno aveva il destino segnato. La chiusura.

Ma Montefusco non si è dato per vinto ed ha aperto una sottoscrizione per far tirare avanti l’attività. La risposta alla proposta di crowfunding non s’è fatta attendere, con circa 50 simpatizzanti che si sono autotassati, più o meno con 120 euro a testa, riferisce Montefusco, con l'intento di non far chiudere i battenti al Punto Einaudi fino alla fine dell’anno.

«Sì», spiega Montefusco, «al momento hanno dato un contributo la metà circa delle persone che avevamo preventivate. L'iniziativa è nata», ricorda il titolare del Punto Einaudi, «parlando con alcuni amici, i quali hanno suggerito di intraprendere questa strada». Insomma, 6mila euro all’incirca finora racimolati, ma che non rappresentano una sicurezza per portare a compimento l’esercizio in corso quest’anno. «L’obiettivo», osserva Montefusco, «è quello di arrivare a raccogliere dodicimila euro. E speriamo bene, visto che un sostegno è arrivato anche da persone della Valle d'Aosta».

Tutto è partito con l’invio di una e- mail, indirizzata a circa 1.300 contatti. «A loro», racconta Montefusco, che negli ultimi sei anni in via del Porto ha organizzato un’ottantina di eventi, con ospiti quali, tra gli altri, Emanuele Trevi, Chiara Frugoni, Franco Cardini, Luciano Canfora e Umberto Gentiloni, «abbiamo illustrato la situazione del nostro esercizio e ricevute le adesioni». Ma c’è un aspetto che Montefusco vuole precisare. «La sottoscrizione l’abbiamo richiesta per quest’anno, ma non per il prossimo. Per il 2016, abbiamo intenzione di coinvolgere degli sponsor che ci supportino».

Montefusco indica quali sono le modalità per aderire alla colletta. «Si può venire direttamente da noi oppure fare un bonifico alla Ubi, la Banca popolare di Ancona, che ha un’agenzia anche in viale Marconi, intestandolo a Filippo Montefusco, con il codice iban ITC0C053081540500000000 e il numero di conto corrente 2817».

Per informazioni, telefonare al numero 366.2669743 o inviare una mail all’indirizzo info@libreriacaffe.it. «Accettiamo», chiude Montefusco, «anche offerte al di sotto della quota di sottoscrizione».

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