Salvata pensionata sola dopo il malore in casa

9 Maggio 2015

Penne: l’84enne è stata trovata a terra dai carabinieri dietro la porta Le grida di aiuto udite dall’inquilina del piano di sotto che ha dato l’allarme

PENNE. L'hanno trovata a terra, dietro la porta di casa, mentre chiedeva disperatamente aiuto, ma non aveva le forze per muoversi da lì. I carabinieri hanno sfondato l'uscio, poi soccorsa e affidata alle cure mediche. Ora è ricoverata in ospedale, a Penne, nel reparto di Geriatria.

Una donna di 84 anni, l'altra notte, è stata colta da un malore nella sua abitazione e si è trovata in grande difficoltà, perché era sola. Ha cominciato a urlare e a battere i pugni sul pavimento. Verso mezzanotte, sentendo le grida, una inquilina che vive al piano sottostante ha chiamato il 112 per sollecitare l'intervento dei carabinieri. Arrivati lì i militari dell'Arma, presente il comandante della compagnia, il capitano Alessandro Albano, hanno rotto la porta e fatto saltare il chiavistello che l'anziana aveva sistemato a dovere per paura di visite sgradite.

La donna era sul pavimento, con le chiavi vicine, ed è stata affidata al personale del 118 che si è preoccupato del trasporto in ospedale, dove resterà per una serie di accertamenti. È impossibile ricostruire cosa sia accaduto dietro quella porta, perché l'anziana non è sempre lucidissima ed è convinta di aver sentito nitidamente il terremoto, tanto da descrivere con precisione tutti i problemi che avrebbe provocato in casa. È talmente sicura del sisma, forse da giorni, che nella sua casa i carabinieri hanno notato un mobile spostato, alcune suppellettili a terra, una lampada rovesciata sul divano e un tavolino spaccato. Nonostante abbia una serie di convinzioni sbagliate, anche su altri aspetti, ricorda benissimo quando, l’altra notte, sola nella sua casa popolare, al centro di Penne, non sapeva a chi rivolgersi per chiedere aiuto. I figli sono lontanissimi da lei, non solo fisicamente, perché vivono altrove e in maniera assolutamente autonoma rispetto alla madre, per cui è possibile che si sia avvicinata alla porta per uscire e chiedere aiuto, senza farcela, dopodiché ha cominciato a disperarsi battendo i pugni sul pavimento.

Ricorda anche l'arrivo dei carabinieri, che l'hanno raggiunta nel momento del massimo sconforto consentendole così di aggrapparsi a una speranza di vita. «Siete i miei angeli custodi», ha detto ieri al capitano Albano che le ha fatto visita in ospedale. Per ora, le è stata accertata una cerebropatia vascolare ma i test medici non sono terminati. Poi la palla passerà ai servizi sociali del Comune, che dovranno evitarle di rivivere il dramma dell'altra notte, schiacciata tra malattia e solitudine.

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