Salvato il Bilancio, spunta la legge per i costruttori

Pronta una nuova norma che trasforma ruderi di campagna in palazzi di città
PESCARA. Il Consiglio regionale salva il Bilancio di previsione da 6 miliardi di euro ma nella seduta di ieri, che si è svolta a Pescara, spunta la legge fatta ad hoc per i costruttori perché permette di trasferire le cubature da zone rurali nelle aree di espansione. E quindi di trasformare vecchi ruderi di campagna in moderne palazzine con una consistente lievitazione dei valori degli immobili. Ma la norma, approdata in consiglio grazie a una scorciatoia che ha permesso di saltare a piè pari le verifiche in commissione, è riuscita a fare solo capolino in aula, prima che si accendesse la miccia delle opposizioni, perché è stata rinviata d’acchito alla prossima seduta.
AL SICURO I SEI MILIARDI.
Il via libera alla legge che sana gli errori al Bilancio di previsione 2023-2025, approvato la notte del 30 dicembre 2022 ma, dopo un mese, ancora congelato, è filato liscio come se scorresse su una lastra di ghiaccio.
Le correzioni, che fanno gioco non solo alla maggioranza ma anche alle opposizioni, hanno avuto l’ok dal Consiglio, sbloccando centinaia di finanziamenti trasversali e a pioggia per Comuni, parrocchie, associazioni sportive e no profit, Pro loco, sagre paesane, eventi culturali e non solo questi. Il via libera disincaglia anche la Legge di Stabilità, quindi i milioni per il Napoli calcio oppure i contributi per le bollette di gas e luce delle famiglie che però restano comunque vincolati agli aiuti per il Covid che debbono ancora essere trasferiti dallo Stato all’Abruzzo. Ammesso e non concesso che questo avvenga.
Ma la Regione sta per gettarsi alle spalle l'impasse che in questo mese ha costretto l’ente alla gestione provvisoria. L’ultima partita che la maggioranza deve ancora giocare e vincere è però quella del “cerino” politico. Solo in un caso, prima di oggi e in tempi recenti, la pubblicazione sul bollettino telematico della Regione della Legge di Bilancio era sconfinata nel secondo mese del nuovo anno. Per la precisione è accaduto con l’amministrazione di centrosinistra che conquistò il primato-lumaca il 5 febbraio del 2018. Riusciranno Lorenzo Sospiri e Marco Marsilio, presidenti di Consiglio e Giunta, a evitare di rimanere con quel cerino (di cui sopra), strappandolo dalle mani dei predecessori di centrosinistra, Giuseppe Di Pangrazio e Luciano D’Alfonso?
A partire da oggi, i due presidenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno solo cinque giorni di tempo per promulgare la norma salva-Bilancio, che ha cancellato gli errori ed è stata approvata in fretta e furia ieri mattina, e per pubblicarla sul Burat insieme alla “legge madre”, cioè alla Manovra regionale. Ne riparleremo il 6 febbraio, intanto si accettano scommesse. Ma torniamo ai ruderi di campagna che presto potranno diventare palazzi di città. Quasi come la storia del brutto anatroccolo. Ma questa non è una favola.
LA SALVA-BICOCCHE.
Nell’ordine del giorno del Consiglio regionale compariva il progetto di legge numero 252/2022 che, grazie ad un articolo dello statuto, il numero 70, poteva essere votato de plano, senza cioè alcuna relazione della commissione. Ma, come si è detto, non è andata in questo modo. Per i costruttori però si tratta solo di attendere che la maggioranza (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) lo riproponga a breve scadenza.
Nei primi sei articoli della norma sostanzialmente si dice che proprietari di ruderi oppure case agricole o comunque di immobili in zone disagiate, possono trasferire le volumetrie in altre porzioni di terreni di proprietà situate altrove, per esempio in zone di espansione. Ma non si tratta solo di questo. Il pdl, per esempio, concede anche delle premialità di costruzione, in compenso i costi da pagare per la nuova costruzione sono relativi solo alla volumetria incrementata e non a quelle esistenti all’origine e trasportate.
«È ammessa la totale demolizione e ricostruzione con delocalizzazione in altro sito ricadente all’interno dello stesso comune, in zona di completamento o di espansione, purché dotata di opere di urbanizzazione primaria, nella quale i vigenti strumenti urbanistici consentano l’edificazione tramite intervento diretto». Così si legge nell’articolo 3 della legge.
«Per gli interventi di cui al presente Capo, il contributo di costruzione è commisurato con esclusivo riferimento agli incrementi realizzati e può essere ridotto al 50% ove l'unità immobiliare sia destinata a prima abitazione del proprietario o dell'avente titolo», specifica inoltre l’articolo 5.
Per la Regione è una legge che rientra «nell’ambito delle politiche di contenimento del consumo di suolo, di recupero del patrimonio edilizio e di rigenerazione urbana», e che «promuove misure volte al miglioramento della qualità della vita delle persone ed al riordino urbano».
Ma indubbiamente è anche una norma che ridà impulso al mercato del mattone e ai costruttori e che è da gestire con estrema cautela, come avvertono le opposizioni.

