«Salviamo Palazzo Caracciolo dal degrado»
Penne, appello del sindaco D’Alfonso: includiamo la dimora nobiliare nel patrimonio regionale
PENNE. Il futuro dello storico Palazzo Caracciolo torna al centro dei pensieri dell’amministrazione comunale pennese. Sede in passato della comunità montana vestina, l’antica costruzione nobiliare è entrata a far parte del patrimonio della Regione Abruzzo.
Giorni fa, il sindaco Rocco D’Alfonso ha scritto al governatore della Regione, Luciano D'Alfonso, per chiedere la convocazione di un tavolo tecnico-politico. L’obiettivo è cercare una soluzione che possa fermare il degrado di una delle più importanti e prestigiose dimore nobiliari della città. «Da qualche mese» spiega il sindaco D’Alfonso «la comunità montana ha concesso in comodato d'uso gratuito al Comune solo il bosco, della cui cura e manutenzione si sta occupando il nostro ufficio tecnico in stretta collaborazione con alcune associazioni presenti sul territorio. Viceversa, Palazzo Caracciolo è rimasto in una condizione di assoluto abbandono, che rischia di danneggiarne irreparabilmente sia la facciata che gli interni. Ciò risulta ancora più assurdo e inspiegabile» prosegue il primo cittadino «se si considera che la Regione Abruzzo potrebbe trasferire nella prestigiosa sede di palazzo Caracciolo i propri uffici pennesi: ossia l'agenzia per la Promozione culturale e l'ufficio territoriale per l'Agricoltura (Uta), quest'ultimo temporaneamente ospitato dal Comune nel Palazzo dell'ex Tribunale al fine di scongiurarne la soppressione».
«È inoltre necessario capire se», prosegue il sindaco, «se i tecnici della Regione abbiano effettuato sopralluoghi nell’edificio, se sia stata elaborata una stima degli eventuali interventi e se, da parte della Regione, via sia l'intenzione di trasferire i propri uffici nella dimora nobiliare».
Francesco Bellante
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