Salvini aggredito dai cd... rom (ma è un gioco)

24 Agosto 2015

Un giovane pisano inventa un videogame che ha per protagonista il leader della Lega

ROMA. Lo scenario è cupo, spettrale, quello di un compound che fa molto marines, anzi Marò, e poi rima con Casapound, «del resto diventata da tempo casa amica del Carroccio». Ad aggredirlo (aggredirci) ci sono “Zingarelli” e “Cd-Rom”. Lui/tu/noi. D’ora in poi potremmo essere tutti Salvini.

«Evoca la tua ruspa», «sfoggia il populista che è in te» compaiono le scritte sul trailer. Perché lui/tu/noi stiamo tutti giocando a “Call Of Salveenee - Alla ricerca dei Marò”, forse non il primo video game che abbia per protagonista un politico, di sicuro il primo in cui un simulatore di avventure, guerre, thriller virtuale invece di annunciarsi come una nuova mania giovanile prova a ritrarre e scardinare con le armi della satira e della grafica digitale i messaggi di un leader populista.

Nel gioco siamo tutti Matteo il lumbard, «anzi no, non lo siamo per niente», pensa da qualche mese Marco Guzzo in arte Alfieri, 23 enne pisano, laurea in Informatica conquistata a marzo con il massimo dei voti all’università di Pisa, esperto programmatore e ideatore del gioco. «Creo video game da quando avevo 10 anni, mio padre è un informatico, mi ha allevato a pane e software». A maggio ha vinto un concorso della Regione: si combatte contro gli zombie ma per ucciderli si devono costruire armi utilizzando gli elementi della tavola periodica, «un modo per imparare la chimica e non annoiarsi».

Ma come è venuta a un ragazzo l’idea di realizzarne uno sul capo della Lega? «Sono un appassionato frequentatore di Youtube - racconta - e soprattutto di video parodie. Da tempo ne circolano molte su di lui. Mi sono detto: perché non farne anche un gioco?».

Obiettivo, scopo, missione dell’assassin Salvini è liberare i Marò dalla loro prigione, che nella versione cyber comica di Alfieri non si chiamano La Torre e Girone ma The Tower e BigRound. «Io sono un informatico, non ho mai neppure distribuito un volantino di propaganda in vita mia né aderito a liste studentesche. Non ho nessuna dote per la politica, sono un nerd, diciamolo pure, ma quando uno dice che sui barconi che attraversano il Mediterraneo non ci sono esseri umani ma bestie e criminali e urla in tutte le piazze d’Italia che i campi nomadi devono essere rasi al suolo con le ruspe, allora anche uno come me capisce che c’è qualcosa che non va». Salvini è uno script mancante, un vuoto nella rete del codice genetico dell’etica pubblica, crede Marco. «Così mi sembrava che la satira potesse essere una strada per riprogrammare il tiro delle parole politiche». Ovviamente da una prospettiva rovesciata.

E allora allora via, metti la mano sul mouse: click, tasto sinistro il Salvini che è in te/noi/lui, può lanciare ruspe contro i nemici, accumulare punti per passare le porte della prigione. Oppure, click, tasto destro e Matteo corre, giacca blu e in cravatta verde (mancano solo le felpe in questo gioco) al centro di un cerchio luminoso, apre le braccia e arringa la folla. Si alzano in volo volantini del Carroccio da cui esplodono fiamme e lampi, e la sua voce erompe dallo schermo con i messaggi cult del repertorio. «Quella è la parte in cui il protagonista deve fare propaganda per accumulare “like” dai suo seguaci, bisogna raggiungere 1 milione di ’mi piace’ per liberare i Marò- spiega Alfieri - ma ogni volta arrivano i disturbatori». Che sono, manco a dirlo, gli zingarelli e i Cd-Rom. «Ho cambiato i nomi per distorcere la sua retorica xenofoba e offensiva, per sdrammatizzarla con l’ironia». Marco ha postato trailer e demo di “Call of Salveenee” sulla sua pagina Facebook dedicata al gioco qualche giorno fa, e a tutti coloro che la condivideranno sul social entro il primo settembre promette di inviare una versione gratuita con tre livelli, 20 minuti di avventura. Anche voi potrete «evocare le ruspe».

«Occhio a Cd-Rom e Zingarelli - avverte Marco - quelli menano, e più pugni prendete più la barra della vita si svuota di energia». Di populismo si può morire. Politicamente, ovvio.

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