Salvini e Lega pigliatutto: dopo Chieti c’è Avezzano

All’Aquila lancia la candidatura di Genovesi e rinnova quella di Di Stefano
L’AQUILA. «Il tagliando in Abruzzo è positivo ma ora mi aspetto un nuovo slancio». A quasi sei mesi di distanza dalla sua ultima visita, avvenuta in quel di Chieti prima di Natale, Matteo Salvini torna in Abruzzo. La meta questa volta è L’Aquila. L’ex ministro dell’Interno ha fatto tappa nel capoluogo per inaugurare la nuova sede del partito e per fare un bilancio del primo anno della coalizione di centrodestra, che vede la Lega primo partito di maggioranza, al governo della Regione. «Fin qui la squadra ha dato un’ottima prova di sé» ha detto il leader del Carroccio, che non ha rinunciato, però, a lanciare un segnale agli alleati in vista delle prossime elezioni amministrative. Una tornata nella quale andranno al voto 60 comuni abruzzesi, tra i quali due importanti piazze come Chieti e Avezzano.
LA VISITA. Arrivato all’Aquila nel tardo pomeriggio, dopo una giornata spesa nelle Marche, Salvini ha trovato ad attenderlo, nella Sala ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, il luogo scelto per l’incontro con la stampa, tutto lo stato maggiore del partito: la squadra degli assessori e dei consiglieri regionali, al gran completo; i commissari locali e il coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo; gli altri due parlamentari eletti in Abruzzo, Giuseppe Bellachioma (con cui Salvini si è scambiato un plateale “cinque” prima di sedersi) e Alberto Bagnai; l’europarlamentare Massimo Casanova; il presidente Tua Gianfranco Giuliante; e, infine, una nutrita pattuglia di sindaci, assessori e amministratori. Tra i presenti anche Fabrizio Di Stefano e Tiziano Genovesi, i due esponenti della Lega che Salvini vuole candidare a sindaco rispettivamente a Chieti e ad Avezzano.
LE ELEZIONI. Pur usando toni non ultimativi, e pur non nominando mai i diretti interessati (nei confronti di Di Stefano, del resto, si era già speso lanciando la sua candidatura sei mesi fa a Chieti), Salvini ha fatto capire che la Lega non sarà disposta a fare altri passi indietro nella scelta dei candidati a guida della coalizione nei prossimi appuntamenti elettorali: «Così come non lo abbiamo fatto in passato, nemmeno questa volta faremo imposizioni» ha detto il segretario leghista, che subito dopo però ha precisato: «Siamo umili ma non fessi. Abbiamo dimostrato lealtà in Regione e tutte le città capoluogo e siamo il primo partito ovunque. Se non avessimo candidati all’altezza, sarei il primo a dire che non vogliamo bandierine. Ma sia per Chieti che per Avezzano abbiamo due proposte che riteniamo positive e vincenti e sono convinto che i fatti ci daranno ragione».
INCONTRO CON MARSILIO. Salvini ha minimizzato anche le frizioni con Fratelli d’Italia – il partito alleato che tutti i sondaggi, sia nazionali che locali, danno in forte crescita – sfociate, di recente, nella mancata nomina del Garante regionale per l’infanzia. «Spero che simili incidenti non accadano più», il commento, «di tutto c’è bisogno tranne che di litigare. La crescita di Fratelli d’Italia? L’importante è che cresca il centrodestra». Ma anche questa affermazione è stata accompagnata da una postilla sul peso che la Lega ancora ha come prima forza della coalizione: «L’importante è che nessuno si senta superiore a nessuno. Gli ultimi sondaggi ci danno 8 punti avanti rispetto al Pd, che è il secondo partito». La volontà di rendere più distesi i rapporti con FdI è stata suggellata anche dall’incontro a tu per tu che Salvini ha avuto, al termine della conferenza stampa, con il presidente Marsilio.
IL TAGLIANDO. La ritrovata pace con il governatore e gli alleati è stata accompagnata mettendo anche altri paletti. Commentando l’esperienza di governo, Salvini infatti ha affermato: «Il tagliando di questo primo anno è assolutamente positivo, la squadra di centrodestra ha dato finora una buona prova di sé. Lo prendo però solo come una buona partenza. Dopo i primi mesi di assestamento, adesso mi aspetto che ci sia un nuovo slancio e che l’Abruzzo diventi un modello, soprattutto nel sostegno agli ultimi e alle categorie degli artigiani e dei piccoli e medi imprenditori. I due provvedimenti legislativi (il Cura Abruzzo 1 e 2, ndc) che hanno stanziato soldi per le partite Iva, i disabili e le aziende sono figlie di proposte e battaglie portate avanti dalla Lega».
IMMUNI E I CINESI. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Salvini ha commentato anche la app Immuni (l’Abruzzo è tra le regioni pilota): «Non do consigli su quello che devono fare gli italiani ma personalmente non la scaricherò, almeno finché non avrò garanzie su come verranno trattati e custoditi i dati. Anche se hanno detto che la partecipazione cinese alla società che ha creato l’applicazione è del 2%, dove c’è puzza di regime comunista io non scarico niente. Anche l’intelligence italiana ha fatto una serie di domande a cui non è ancora stata data risposta. Finché non arriveranno questi chiarimenti non metterò volontariamente i miei dati nella disponibilità di altri».
LE CONTESTAZIONI. Prima di lasciare L’Aquila, Salvini si è fermato a inaugurare la nuova sede della Lega, in via Rosso Guelfaglione, in pieno centro storico. Ad attenderlo, anche un gruppo di contestatori, che, per quanto non molto numeroso, è stato tenuto a bada da un imponente schieramento di forze dell’ordine. Un dispiegamento giustificato, forse, dai disordini che ci furono un anno e mezzo fa, quando il leader leghista, all’epoca ancora ministro dell’Interno, venne all’Aquila durante la campagna elettorale per le Regionali.
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