Salvini, una mattina al mercato tra selfie, parrozzo e “Bella ciao”

24 Dicembre 2019

In mezzo alle bancarelle di via Pepe l’ex ministro accolto dalla folla che lo incita a non mollare Promuove l’amministrazione Masci e ribadisce la battaglia della Regione sulle case popolari

PESCARA. Strette di mano, baci, abbracci, selfie, cori e anche un’aggressione, solo verbale, che Salvini gestisce con eleganza. C'è questo e molto altro nel lunedì mattina pescarese del leader della Lega, che sceglie il tradizionale mercato di via Pepe per trascorrere il suo 23 dicembre, il giorno dopo Chieti e prima di proseguire un tour che non sembra conoscere fine. «Non mollare Matteo, siamo con te», urlano tra la folla che per un’ora segue come uno sciame il leader del Carroccio, accompagnandolo tra le fitte bancarelle del mercato, dal suo arrivo su via Marconi fino alla Casa del Parrozzo. Qui Salvini si ferma e ne approfitta per un caffè e per assaggiare il dolce di Gabriele D'Annunzio, rigorosamente accompagnato da un goccio di Aurum, insieme agli esponenti cittadini e regionali del partito, da Giuseppe Bellachioma a Luigi D’Eramo, Nicoletta Verì, Adelchi Sulpizio, Vincenzo D’Incecco, Patrizia Martelli e il sindaco Carlo Masci, che l’hanno scortato per tutto il percorso.
Salvini arriva puntualissimo alle 9, accolto dall’entusiasmo dei presenti a cui regala i primi momenti della sua visita: «I giornalisti indietro altrimenti non parlo», dice scendendo dalla macchina, per far capire come voglia godersi l’affetto della gente. Poi però, dopo un quarto d’ora di selfie e strette di mano, arriva il momento di rispondere alle domande dei cronisti. «In Abruzzo si chiede l’intervento del governo per la questione che riguarda l’autostrada A14», afferma con riferimento agli enormi disagi degli ultimi giorni. «Lo stesso accade a Taranto per l’Ilva così come per i lavoratori di Auchan, Whirlpool, Mercatone Uno o per chi lavora nei porti».
E Salvini incalza: «Del governo non c’è traccia. Io penso che occorra una riforma della giustizia. Non è possibile che un magistrato si alzi la mattina e sequestri pezzi di strada e cantieri, rovinando la vita ai cittadini». E ancora: «Ho scelto di trascorrere questa giornata tra le persone del mercato per ascoltare le richieste vere dalla gente vera. Nel frattempo c’è chi è impegnato a studiare più tasse, più burocrazia e che vuole cancellare il decreto sicurezza, tenendo sotto processo 60 milioni di italiani. Questo è un governo pericoloso». Il leader della Lega va avanti, definendo «una buona partenza» quella della giunta Masci e ampliando il discorso a livello regionale: «In Abruzzo siamo partiti cercando di rimediare agli errori altrui, ma adesso vedo tante proposte. Tra queste quella sulle case popolari su cui andremo fino in fondo».
Rilancia ancora la candidatura di Fabrizio Di Stefano a sindaco di Chieti e chiude con un pensiero sulla vicenda legata alla banca Popolare di Bari: «Chi ha sbagliato deve pagare. È evidente che qualcuno ha prestato dei soldi a chi non avrebbe dovuto». Salvini poi riprende la sua passeggiata tra le bancarelle. Mentre continua a posare per le foto, da un furgoncino arrivano le note di “Bella Ciao”. Ma il clima è quello di fair play, anche quando un ragazzo gli si avvicina, lo prende per mano e gli dice «Complimenti, ha vinto. Grande faccia di m...». Salvini però non si scompone: «Evidentemente nessuno gli ha insegnato l’educazione». Alle 10 in punto, dopo gli ultimi saluti risale in macchina. Dopo Pescara c’è Ancona, poi l’Emilia Romagna e oggi Milano.
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