Salvini: vinceremo ancora, noi avanti senza i traditori

Il ministro della Lega alla festa di Silvi: in 10 mesi tanto impegno per la regione
SILVI MARINA. «Lo dico alla sinistra: che si mettessero tutti l’anima in pace. Qui in Abruzzo, nel 2024, la Lega e il centrodestra rivinceranno le elezioni. Squadra che vince non si cambia». Matteo Salvini sale sul palco della festa regionale della Lega, in piazza Marconi a Silvi Marina, si toglie la cravatta blu e si sbottona la camicia bianca per parlare ai cuori della sua gente: «Non sono qui per fare un comizio», dice Salvini quando è quasi l’ora di cena, «si sente odore di carne, questa è una serata per vegani e vegetariani. Scherzo, eh». Salvini cede al marketing territoriale abruzzese: cita gli arrosticini – «Se, al processo sugli sbarchi dei clandestini in corso a Palermo, mi condannano a 15 anni per sequestro di persona, portatemi gli arrosticini» –, Gabriele d’Annunzio – «Il Vate era un grande, spero che la sinistra non si arrabbi perché su d’Annunzio sono suscettibili» –, il mare e la montagna – «Qui c’è tutto». Ma l’intervento del leader del Carroccio mira a rimettere la Lega al centro dello scacchiere politico regionale: la Lega, nonostante il fuggi fuggi in atto verso Fratelli d’Italia, vuole essere ancora «determinante». E se il sottosegretario al Made in Italy, l’aquilano Luigi D’Eramo, segretario regionale del partito, richiama la folla all’orgoglio leghista – «Qui c’è la Lega vera, qui c’è chi non tradisce, qui c’è chi è innamorato dell’Abruzzo e non di qualche poltrona» –, Salvini usa la diplomazia del fioretto: «Fatevi un applauso», dice il ministro delle Infrastrutture al pubblico dei militanti che lo aspetta alle transenne per un selfie. In tanti se ne sono andati dal partito? «Amen», ribatte Salvini, «si chiude una porta e si apre un portone; uno ne esce e due ne entrano: c’è bisogno di energie nuove e presto ci saranno novità. Ho chiesto a D’Eramo di aprire: la Lega ha bisogno di gente che porta idee e non di gente che le porta via. Noi», sottolinea Salvini, «siamo leali alla maggioranza». Poi, il ministro guarda davanti a sé e ai cellulari che lo riprendono: «Essere qui in centinaia ci dà la motivazione per andare avanti anche se, come nel matrimonio, ci sono momenti belli e momenti brutti; la differenza, in un uomo e una donna, si vede proprio quando le cose vanno male». La politica come l’amore. Oppure come una partita di calcio: «Insomma», osserva Salvini, «è facile uscire con la bandiera quando la tua squadra vince lo scudetto: si sa, le vittorie hanno mille padri e mille madri mentre le sconfitte sono sempre orfane e la colpa è degli altri». Un saluto a una bambina con la maglietta del Milan, sulle spalle del papà: «La settimana prossima c’è il derby, lo sanno tutti che vincerà l’Inter».
Sul palco, accanto al leader della Lega e a D’Eramo che rinnovano un patto di fiducia, ci sono il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, gli assessori regionali Emanuele Imprudente e Pietro Quaresimale, i consiglieri regionali Sabrina Bocchino, Fabrizio Montepara, Vincenzo D’Incecco, il sindaco di Giulianova e segretario teramano del partito Jwan Costantini, il sindaco di Montesilvano e presidente della Provincia di Pescara Ottavio De Martinis. In piazza, sono radunati gli amministratori di tanti Comuni e qualcuno indossa la maglietta del raduno di Pontida in programma il prossimo 17 settembre: ecco il il deputato Alberto Bagnai, il presidente del consiglio comunale di Pescara Marcello Antonelli insieme agli assessori Adelchi Sulpizio e Mariarita Carota, il consigliere di Chieti Mario Colantonio, il sindaco di Gamberale e segretario provinciale della Lega Maurizio Bucci, esponenti dell’Aquilano e del Teramano.
Salvini promette impegno ma non promette miracoli: «Non so ancora moltiplicare i pani e i pesci». Anche perché a stare al governo «non ci sono solo rose e fiori». Annuncia però che studierà i dossier che gli hanno appena messo in mano gli amministratori abruzzesi, a partire da Scordella che gioca in casa e invoca interventi su «approdo turistico, variante alla statale 16 e polo scolastico». «In 10 mesi abbiamo dedicato tanta attenzione all’Abruzzo e gli abruzzesi l’hanno toccato con mano», risponde Salvini. Nell’agenda del ministro ci sono «l’autostrada A24, il raddoppio della ferrovia Pescara-Roma, l’aeroporto di Pescara, i lavori al porto di Pescara. Stiamo lavorando per infrastrutture più moderne, veloci e sicure. L’Abruzzo ha bisogno di crescere via mare e via aria, oltre che via terra, e l’aeroporto di Pescara è fondamentale». Ma ormai è partito il conto alla rovescia per le elezioni e la testa torna al pensiero delle urne: «In Abruzzo, la Lega sarà determinante alle regionali e anche alle europee».
Dal palco di Silvi, Salvini assicura fiducia a Giorgia Meloni: «Il governo resterà in carica 5 anni, non un minuto di meno. Shlein e Conte, Renzi e Calenda possono tranquillamente rassegnarsi. La Lega è orgogliosamente protagonista del governo. Basta a gente che passa da sinistra a destra e da destra a sinistra, faremo una riforma che darà più rispetto agli elettori».
Strappa applausi Salvini quando annuncia un giro di vite al Codice della strada: «Se ti droghi, sei un cog..... e se ti droghi e ti metti alla guida sei un doppio cog....., se metti a rischio la vita di una mamma con il suo bambino lungo la strada, io non porgo l’altra guancia. E questo non significa che Salvini è cattivo». La festa continua e parte “Italodisco”.

