Sambuceto Calcio: «Non facciamo politica»

8 Agosto 2018

San Giovanni Teatino, la società viola risponde a Marinucci sull’aumento delle tariffe degli impianti

SAN GIOVANNI TEATINO. Amarezza e sconcerto. Questi gli stati d’animo che esprime la dirigenza del Sambuceto Calcio dopo le dichiarazioni di ieri del sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci che ha risposto per le rime alla decisione della società viola di traslocare a Lettomanoppello dopo l’aumento delle tariffe degli impianti sportivi. Il primo cittadino ha parlato di «ricatto da chi vuole strutture comunali a proprio uso e consumo». «Tali affermazioni», si legge in una nota del Sambuceto Calcio, «minano in maniera profonda le basi sulle quali questa società, che da qualche settimana ha compiuto 60 anni, si regge, ossia lealtà e abnegazione dei propri dirigenti e atleti attuali e che si sono succeduti in questi anni. Siamo stati accusati di fare politica, ma riteniamo che ciò sia totalmente falso. Nella nostra società ci sono tante anime che la pensano in modo diverso tra loro, e anche per questo non è possibile etichettarci come squadra politica. Gabriele Liberatore, colui che viene additato dal sindaco come militante M5S, all’interno della società viola ha solamente una carica sportiva, quella di direttore sportivo, ma nello stesso tempo è il maggior sponsor e rappresenta colui il quale ci permette, ormai da tanti anni, di mantenere questa categoria. Oltre a ciò, uno dei nostri attuali presidenti (che fa calcio da ormai 40 anni) è parente di un ex assessore proprio della giunta Marinucci e attuale consigliere di maggioranza. La politica con la “P” maiuscola che noi, come sodalizio sambucetese intendiamo perseguire è solamente quella di riportare o di far crescere a partire dal settore giovanile ragazzi di San Giovanni Teatino che potranno mettersi in mostra in una categoria cosi importante come quella dell’Eccellenza e di questo il sindaco di una piccola cittadina come la nostra ne dovrebbe essere fiero». La società sportiva chiarisce anche che le rette dei bambini non vengono utilizzate per finanziare la prima squadra, ribadisce la disponibilità a un confronto con l’amministrazione comunale e spera che l’idea di dare un buono di 100 euro per far fare sport ai ragazzi non rimanga solo uno spot.
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