San Donato, in 140 firmano per riqualificare le case Ater

PESCARA. Una raccolta firme per chiedere la riqualificazione delle case Ater, nel quartiere di San Donato, con i benefici del Superbonus 110%. La petizione è stata promossa dall’associazione “Non...
PESCARA. Una raccolta firme per chiedere la riqualificazione delle case Ater, nel quartiere di San Donato, con i benefici del Superbonus 110%. La petizione è stata promossa dall’associazione “Non Vogliamo Encomi. W Solidarietà Sociale Italiana” del presidente Fabrizio Piscione, e ha raccolto 140 firme in due giorni (il 29 marzo e il 5 aprile).
«C'erano persone, anche anziani, che già conoscevano la nostra iniziativa e hanno firmato con convinzione», spiega il presidente Piscione, «sono 140 persone che vivono in alloggi Ater di San Donato e chiedono a gran voce che il quartiere e gli edifici siano finalmente riqualificati con i benefici offerti dal Superbonus 110%. Abbiamo ottenuto la firma anche di tre donne disabili in carrozzina e di una moglie di un disabile», prosegue Piscione, «due delle donne e la moglie del disabile abitano in edifici Ater con barriere architettoniche che necessitano di ascensore». L’associazione, infatti, punta a risolvere alcune problematiche croniche degli edifici del quartiere San Donato usufruendo dei benefici offerti dal Superbonus, che potrebbero consentire, tra le altre cose, anche l’istallazione di ascensori a costo zero. Ma l’associazione ha anche chiesto chiarezza all’Ater su alcuni aspetti: «Vogliamo sapere se il progetto definitivo per il quartiere San Donato, per l’utilizzo dei benefici del Superbonus, con richiesta anche delle agevolazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche, mediante l’installazione di ascensori negli edifici con presenza di residenti con problemi di deambulazione, è stato presentato il 4 dicembre 2021, così come a noi assicurato nel corso di un incontro alla fine di novembre 2021 nella sede Ater di Via Genova con il presidente Mario Lattanzio». Nel suo appello, il presidente Piscione ha anche tracciato la rotta sugli investimenti da fare sfruttando le agevolazioni del Superbonus: ad esempio, hanno invitato le istituzioni a intervenire sulle parti comuni degli edifici Ater «perché sicuramente sono meno colpite da abusi edilizi e, dunque, la fruizione dei benefici non incontrerà ostacoli». Ma le richieste all’Ater non sono finite qui: «Chiediamo», spiega il presidente Piscione in una nota, «se è stata redatta una mappatura degli edifici che presentano abusi edilizi, distinguendo gli abusi che insistono su parti comuni dagli abusi nei singoli alloggi. E invitiamo anche a valutare la possibilità di emanare un avviso pubblico, finalizzato alla ricezione di proposte di iniziativa privata, per specifici interventi sul patrimonio immobiliare dell’Ater, con la fruizione dei benefici fiscali. Alle imprese aggiudicatarie saranno trasferiti i benefici fiscali del Superbonus come cessione del credito d’imposta. Ma bisogna farlo in fretta perché il 31 dicembre 2023 scade la possibilità di utilizzare i benefici». (d.b.)

