San Nunzio in tour da Pesco a Popoli

Dal 12 al 18 novembre la reliquia sarà esposta alla devozione popolare nella chiesa di San Francesco dove fu cresimato
POPOLI. San Nunzio Sulprizio sarà a Popoli lunedì 12 novembre. La reliquia del nuovo santo d’Abruzzo sarà esposta alla devozione popolare nella chiesa di San Francesco, dove fu cresimato il 16 maggio 1820.
Nunzio (nato a Pescosansonesco il 13 aprile 1817 e morto a Napoli il 5 maggio 1836) aveva tre anni e i suoi genitori Domenico e Rosa lo condussero dal vescovo di Sulmona, monsignor Francesco Tiberi, in visita pastorale a Popoli.
Il santo rimarrà per sei giorni nel paese originario di papà Domenico, fino a domenica 18 novembre quando farà ritorno nel santuario di Riparossa, accanto alla fonte dove da giovinetto sciacquava le piaghe doloranti del suo piede sinistro incancrenito.
Domenica 11, il giorno prima della partenza, nel corso di una cerimonia che si svolgerà nel santuario di Pescosansonesco alle 10.30, il santo riceverà i simboli dell’aureola e del giglio della purezza, direttamente dalle mani di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne che benedirà la salma esposta in chiesa da 55 anni. Seguirà la messa solenne del vescovo affiancato dal rettore del santuario, don Mauro Pallini.
Il breve tour di San Nunzio nel paese natale del padre, morto a soli 26 anni nell’agosto del 1820, arriva a quasi un mese dalla canonizzazione del santo operaio avvenuta in Vaticano per volontà di papa Francesco.
I pescolani, che amano visceralmente il loro santo, dovranno staccarsi da lui per qualche giorno, non senza sofferenza. San Nunzio sarà accompagnato a Popoli dagli uomini con le tute blu da operaio, una ventina di pescolani che da sempre scortano il santo in processione o in trasferta, come in questo caso. Questi i nomi degli angeli del fabbro 19enne divenuto santo: Loris, Dario, Mauro e Michele Luciani, Sabatino Di Donato, Augusto Bucciacchio, Enzo Riccitelli, Vincenzo e Fabio Di Berardino, Vincenzo Buccella, Massimiliano Bucci, Luca Odoardi, Marsico e Davide Confalone, Raimondo D’Arcangelo, Giovanni Caiani e Mariano Di Bernardo.

