San Pio delle Camere proclama il lutto

10 Febbraio 2021

Il sindaco: «Era legato al suo paese». Tanti racconti belli, come quella cena con Mattarella

SAN PIO DELLE CAMERE. Il piccolo comune dell’Aquilano dove Franco Marini era nato 87 anni fa, ha decretato il lutto cittadino. Compatibilmente con l'emergenza Covid, una delegazione sarà domani a Roma per partecipare alle esequie. A San Pio delle Camere Marini compariva all'improvviso, con la sua immancabile pipa. Anche quando era presidente del Senato, l'unica avvisaglia della sua presenza era la scorta sotto casa. Schivo, schietto, cordiale con tutti, e legatissimo al proprio territorio, così lo ricordano a San Pio. «Sapevamo che aveva avuto problemi con il Covid», dice il sindaco, Pio Feneziani, «la sua morte è stata un colpo durissimo. Davvero l'Abruzzo perde uno dei personaggi più rappresentativi. Era da un po' che non veniva a San Pio, l'emergenza Covid lo aveva tenuto lontano. Ma prima che scoppiasse la pandemia lui c’era spesso».
Nella sua casa, al numero 12 di via del Redentore, proprio dietro la chiesa, i lavori di riparazione dopo il sisma del 2009 sono terminati. Fuori il campanello non ha ancora il nome, l'intonaco è nuovo di zecca. «Non è riuscito a godersi la sua casetta» si rammarica il sindaco. I ricordi si affastellano. «Quando ho iniziato a occuparmi di sindacato, Marini era appena arrivato ai vertici della Cisl», continua Feneziani.
«Ricordo una volta, dopo una convention a Saint-Vincent, mi fece trovare una busta con il rimborso spese. Poi i nostri percorsi politici si sono separati, lui con il centro-sinistra, io con il centro-destra, ma è stato uno dei primi a chiamare quando sono diventato sindaco. E, alla prima occasione, mi ha regalato una cravatta. Sempre in forma, asciutto, lucidissimo, amava fare lunghe passeggiate. Il giorno dopo il sisma lui era qui, con noi. Veniva spesso a farci visita nella tendopoli. Si è sempre informato dei nostri problemi».
C'è chi lo ricorda con la pipa in bocca. «Veniva spesso qui al bar con il cugino Leonardo», racconta Anita D'Innocenzo del bar "Dolce e salato", ai piedi del paese. «Mi ricordo la sua immancabile pipa. Si sedeva fuori, a volte prendeva una birra», dice Anita. «Che dispiacere», esclama quasi affranto Franco Tudico, «venticinque anni fa avevo lavorato per lui per l'impianto elettrico della sua casa. Era una persona straordinaria».
Nicola Ursini aveva un ristorante proprio al centro di San Pio, dove Marini ci andava spesso. «Quando arrivava chiedeva semplicemente: che c'è stasera?». A volte trovava le sagnarelle, una volta trovò una frittata con la cipolla. «Più il cibo era semplice e più era contento. Ma doveva essere cibo di queste zone». Antonello Di Nardo, capogruppo della sezione Ana di Barisciano “Ugo Piccinini”, 20enne morto in Russia, sfoglia l'album dei ricordi. La sede è stata inaugurata nel 1993, Marini era socio dal 1994.
«Da giovane era tenente di complemento», racconta, mentre mostra le foto delle cene. In una c'è anche l'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quella volta ci fu una sfida di vini. Marini portò vini Valentini, mentre il ministro Oliviero Diliberto aveva portato vini della sua Sardegna. «Marini veniva spesso in sede, anche solo per un saluto e un grappino. Un paio di volte abbiamo anche festeggiato il Capodanno insieme». Una delegazione di alpini andrà al suo funerale con il vessillo della sezione. E una tromba alpina suonerà il silenzio al suo ritorno a San Pio. Sarà tumulato nella cappella dove riposa la moglie Luisa.