San Valentino celebra il suo partigiano

Stamattina la cerimonia dedicata a Emidio Cesarone, fucilato insieme al suocero. Il ricordo del figlio
SAN VALENTINO . San Valentino ricorda il partigiano Emidio Cesarone detto “Anguilla”, fucilato nel giardino del Castello Devachan. Con lui caddero Riccardo Scarpari, Francesco Foca, Francesco Bergonzo, Renato Dardanelli, Luigi Anfossi, Enrico Poggi, Antonio Palmissano, Guido Bendinelli, Francesco Lanteri, Secondo Lanteri, Beniamino Miliani, con Carmelo Genova, detto “Radio”.
Questa mattina l’Anpi di Pescara “Ettore Troilo” e la sezione ValPescara renderanno omaggio alle 11 in piazza Emidio Cesarone di San Valentino al sacrificio del partigiano abruzzese caduto in Liguria. Il figlio del partigiano, Carmelo Cesarone, racconta quel 18 marzo del 1945. «Presero prima mio nonno materno, poi mio padre. Mio nonno era un maresciallo dell’esercito ed era un bravissimo radio telegrafista. Mio padre Emidio era anche lui nell’esercito, da sergente: erano di un corpo chiamato guardie di frontiera. Insomma, mio padre era uno importante nella zona di Arma di Taggia in quanto era nel servizio informazioni della Resistenza. Ogni tanto dal mare affiorava un sommergibile alleato e lui scambiava informazioni e riceveva informazioni sui lanci che gli alleati avrebbero effettuato sulle Alpi Marittime. Due traditori infiltrati si vendettero mio padre e mio nonno assieme ad altri 10 partigiani. I fascisti vennero a casa di mio nonno materno, Carmelo, il maresciallo, e lo arrestarono, e per fortuna non trovarono la radiotrasmittente se no eravamo morti tutti. Io avevo appena 2 anni, e ho ricordi così lontani e dolorosi. Mio padre Emidio non c’era e si precipitò poi a casa quando seppe che i fascisti avevano preso in ostaggio la moglie, mia madre, che ha 93 anni e che è ancora viva. Fu arrestato il 18 febbraio. Entrambi furono torturati. Il processo farsa li condannò a morte assieme agli altri 10 partigiani. Con loro furono fucilati anche i due spioni. Il 5 marzo 1945, ho così perso mio padre e mio nonno».

