Sangue, donazioni in crescita L’esercito dei ventunomila in campo per aiutare gli altri

Fosca, presidente regionale Avis: «La nostra regione punta all’autosufficienza» Nel 2024 scatterà la campagna di sensibilizzazione per la raccolta del plasma
Trend positivo per l’Avis regionale, l’Associazione volontari italiani sangue abruzzese è tornata al periodo pre-Covid attestando un leggero incremento e guarda al futuro con ottimismo. Novantotto strutture di cui 93 sedi comunali, quasi 21.000 donatori e 31.000 donazioni di cui 28.000 di sangue e 3.000 di plasma ed è proprio quest’ultimo tipo di donazione, il suo incremento, l’impegno del futuro. Guerrino Fosca, dell’Avis è presidente regionale. «Siamo una delle pochissime realtà in Italia ad avere la programmazione puntuale che tende all’autosufficienza: nel 2021 c’è stata, nel 2022 abbiamo importato pochissimo e nel 2023 ancora non lo sappiamo ma tendiamo all’autosufficienza». Nel 2022 è arrivato sangue da fuori regione perché sono stati eseguiti i tanti interventi rimandati nel periodo pandemico. Il presidente Fosca, raggiunto telefonicamente, ha un tono di voce cordiale e le idee chiare: «L’Avis Abruzzo ha un gruppo direttivo serio e di qualità che si impegna nell’affrontare e risolvere le sfide da affrontare». Lo spirito associazionista del sodalizio è «svolgere attività di promozione e sensibilizzazione del dono volontario, gratuito, periodico e anonimo del sangue e attività di informazione e formazione socio-sanitaria della popolazione sulla cultura del dono». «Il trend positivo», continua Fosca, «riguarda anche l’indice di donazione che in Abruzzo è 1,5, dato allineato con quello nazionale. Sono le donazioni per ogni donatore. Inoltre, e questo grazie all’impegno e professionalità del presidente onorario Avis Abruzzo Pasquale Colamartino, siamo stati i precursori delle chiamate coordinate dei donatori, cioè una convocazione che tiene conto del gruppo sanguigno richiesto e del fabbisogno del momento».
Obiettivi futuri?
«Più che futuri, gli obiettivi imminenti: aumentare la raccolta di plasma. Certo è che anche per la plasmaferesi i dati del 2022 sono simili o in leggero aumento rispetto all’anno scorso, ma non basta: l’Abruzzo non è autosufficiente. Questo tipo di raccolta è importante perché da essa derivano i farmaci plasma-derivati che sono salvavita come l’albumina, le immunoglobuline o i fattori della coagulazione. Il plasma è una risorsa fondamentale per il sistema sanitario nazionale».
Cosa fare?
«Per il 2024 stiamo lavorando a una campagna di sensibilizzazione per la raccolta del plasma. Così come continueremo, anzi incentiveremo, le attività nelle scuole per educare e coinvolgere le nuove generazioni alla cultura della donazione. Di non poco conto sono anche i corsi di formazione dei dirigenti e associati. Un altro obiettivo importante è il ricambio generazionale, l’età media dei donatori è alta e a 65 anni per legge bisogna smettere quindi c’è bisogno che le nuove generazioni prendano coscienza. Ci adoperiamo anche per questo».
E l’anno in corso come sta andando?
«I primi due quadrimestri bene, c’è stato un incremento delle raccolte rispetto al 2022. Non possiamo mai cullarci sugli allori. Le raccolte di sangue e plasma devono essere sempre incentivate da noi e da altri (Fidas, Cri, Ados Lanciano) perché aumentano le richieste. Donazione, volontariato, solidarietà e cittadinanza attiva: questa è la linfa che ci fa andare avanti da oltre novant’anni. Avis è un’associazione privata, senza scopo di lucro, che persegue un fine di interesse pubblico: garantire la disponibilità di sangue e dei suoi emocomponenti a tutti i pazienti che ne abbiano necessità».
Presidente, un weekend di riposo?
«Ma quando mai», sorride. «Stiamo preparando per sabato e domenica un corso di formazione, a Montesilvano, sulla promozione del dono, con Avis regionale Marche e Umbria».
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