Sanificazione, ci sono i fondi

Come usufruire del credito di imposta al 60% per adeguare i locali pubblici
L'AQUILA. Sono on line i modelli e le istruzioni per usufruire dei crediti d’imposta previsti nel decreto Rilancio per le spese di sanificazione e di acquisto dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi), e per l’adeguamento alle normative anti-Covid degli ambienti di lavoro.
Sono stati pubblicati anche tutti i chiarimenti interpretativi e gli indirizzi operativi sui due bonus previsti. Il modello serve a comunicare le spese su cui far valere il credito d' imposta e deve essere inviato esclusivamente tramite apposito servizio web, presente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, o per mezzo dei consueti canali telematici del fisco.
La risposta arriverà entro cinque giorni. I beneficiari possono comunicare all’Agenzia di optare, in alternativa, per la cessione anche parziale dei crediti d’imposta stessi ad altri soggetti, compresi istituti di credito e intermediari finanziari.
Il credito d’imposta può essere applicato sui lavori di ristrutturazione edilizia necessari al rispetto delle misure anti-Covid di processi produttivi e luoghi di lavoro e per la sanificazione di ambienti e strumenti.
Per le imprese che effettuano lavori per adeguare i locali aperti al pubblico come bar, ristoranti, alberghi, teatri, cinema, è previsto un credito d’imposta del 60% fino a un tetto di 80mila euro, utilizzabile esclusivamente in compensazione.
Riguarda tutti gli interventi che vengono effettuati per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del coronavirus: rifacimento spogliatoi e mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, acquisto di arredi di sicurezza, investimenti in attività innovative, sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessari allo svolgimento dell’attività lavorativa, acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.
Il beneficio è cumulabile con altre agevolazioni legate all’emergenza sanitaria in atto, per le medesime spese. Un altro credito d’imposta, sempre al 60%, è destinato a tutte le imprese e alle partite Iva per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati, e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi per garantire la salute di lavoratori e utenti. In questo caso, il tetto massimo di spesa è di 60mila euro.
Tra i possibili beneficiari, l’Agenzia delle entrate ricorda soprattutto gli operatori con attività aperte al pubblico, ma sono ammessi anche forfettari, imprenditori e imprese agricole, associazioni, fondazioni e altri enti privati. Per quanto riguarda la sanificazione di ambienti di lavoro e locali, collegata alle attività svolte, nel caso in cui l’operazione non sia effettuata da operatori professionisti risultano ammissibili anche le spese per la sanificazione "fai da te", avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori.(m.p.)
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