Sanità extra-Covid, ripartono visite e interventi chirurgici

Da oggi, saranno riorganizzate le liste d’attesa con precedenza per i casi più urgenti Durante la nuova fase, la Regione dovrà tenere sotto stretto monitoraggio la situazione
PESCARA. Non solo Covid. Se il contagio da coronavirus ha impegnato negli ultimi due mesi la quasi totalità delle risorse sul fronte sanitario, paralizzando tutte le altre attività definite “non urgenti”, è ora arrivato il momento di riaprire i battenti anche per le strutture che si occupano delle altre patologie, di cui comunque (purtroppo) ci si continua ad ammalare, a volte anche gravemente.
Su questa linea, cioè sulla necessità di tornare a garantire tutti i servizi sanitari sospesi o limitati durante il clou dell’emergenza, si pone anche la Regione, con l’ordinanza n. 55 emanata il 5 maggio scorso.
L’ordinanza si fonda su una premessa fondamentale, cioè che durante tutta questa nuova fase sarà essenziale tenere sotto costante monitoraggio tutta la situazione Covid abruzzese. Quindi con l’identificazione tempestiva dei possibili positivi e la gestione immediata dei loro contatti. Il che vuol dire un’adeguata e veloce esecuzione dei tamponi e la verifica puntuale della “tenuta” di tutto il sistema sanitario regionale.
Detto questo, in accordo con quanto emerso dalla riunione che il 4 maggio scorso ha tenuto il Comitato regionale emergenza-urgenza Abruzzo (Crea), da oggi si darà avvio a un piano di graduale ripresa di quelle attività sanitarie che finora erano rimaste sospese. Un piano riguardante sia le attività gestite dalle strutture pubbliche, sia quelle delle strutture private convenzionate e degli studi professionali che lavorano in extramoenia.
IL CALENDARIO
DELLA RIPRESA
La ripresa delle attività sarà differenziata in base a un calendario preciso che prevede la graduale attivazione di tutte le prestazioni sanitarie. Ripartiranno la chirurgia ambulatoriale, le attività di riabilitazione, le cure domiciliari. Ogni azienda sanitaria deve, tenendo conto delle specificità strutturali, organizzative e di contesto, attuare il proprio piano di riavvio, da sviluppare a partire da oggi, fino al 18 maggio prossimo.
È chiaro che, in caso di un cambiamento delle condizioni, il calendario è passibile di variazioni o anche di un possibile stop.
Si parte oggi con la ripresa dei ricoveri medici e chirurgici, da calibrare e pianificare secondo le specificità, fino al 18 maggio, data in cui si riattiveranno anche i ricoveri in day hospital.
La lista d’attesa rimasta inattesa a causa dell’emergenza sanitaria verrà riprogrammata in base all’urgenza delle prestazioni. Avranno precedenza, ovviamente, gli interventi che non si possono rimandare, tenendo conto della classe di priorità (con precedenza di chi aspetta da più di 60 giorni), della patologia (con precedenza per i malati oncologici e per le problematiche materno-infantili) e della condizione clinica del paziente.
Le prestazioni ritenute procrastinabili dovranno essere riprogrammate appena sarà possibile.
Restano, comunque, “non procrastinabili” da ordinanza, le prestazioni ai pazienti che sono stati affetti da Covid-19 e che sono stati dimessi dall’ospedale perché ormai negativi al virus: questi pazienti possono essere sottoposti ai controlli di cui necessitano per scongiurare le complicanze.
Nella fase di riapertura, una priorità andrà ugualmente data anche agli esami diagnostici che sono necessari per definire un quadro clinico complesso e l’avvio di una cura adeguata.
L’attività ambulatoriale programmata resta sospesa fino a nuova disposizione.
Potrà riprendere, invece, secondo le specificità organizzative di ciascuna struttura, la libera professione intramuraria.
Per la riabilitazione ambulatoriale e domiciliare, ricomincia a partire da oggi, con precedenza per i pazienti con casi di patologia acuta e disabilitante, i cui trattamenti sono necessari per evitare il deterioramento delle capacità funzionali.
Altro capitolo riguarda le cure domiciliari, che solitamente implicano una vicinanza ravvicinata e protratta con il paziente, che spesso ha anche limitate capacità di comunicazione. Anche queste attività saranno gradualmente riprese tra oggi e il 18 maggio, mettendo in atto misure stringenti di prevenzione e effettuando il tampone al paziente preventivamente.
I test di screening oncologico saranno garantiti a partire dal 18 maggio.
LE MISURE
DI PREVENZIONE
Naturalmente, anche in questo cronoprogramma che regola le riaperture, tutto poggia sul rigido rispetto delle misure di prevenzione e di protezione.
Innanzitutto, dovranno essere regolati gli ingressi. In linea di principio, gli accessi alle strutture devono avvenire esclusivamente tramite prenotazione per qualunque genere di prestazione, sia sanitaria che amministrativa. Devono essere comunque privilegiate le attività da remoto, ove possibile e gli accessi devono rispondere a motivazioni di reale necessità. Anche nella Fase 2, quindi, sarà sviluppata la modalità di gestione tramite telemedicina.
Tutti, pazienti, dipendenti e visitatori, dovranno rispettare le norme generali di distanziamento fisico negli spazi pubblici e nelle sale d’attesa e dovranno utilizzare i dispositivi di protezione individuale e curare l’igiene delle mani. Saranno i responsabili di ogni reparto a verificare il rispetto delle distanze.
Per i pazienti che vengono ammessi in ospedale, durante tutto il percorso (dal ricovero, alla cura, alla sala operatoria, alla dimissione) va rispettato il principio di separazione assoluta tra i pazienti Covid positivi e gli altri, evitando qualunque momento di promiscuità.
Le aziende sanitarie dovranno garantire una particolare attenzione al servizio ristorazione, con l’uso di materiali monouso e un apposito protocollo per l’eliminazione dei rifiuti speciali.
REGOLAMENTAZIONE
DEGLI ACCESSI
Alle strutture sanitarie devono accedere, oltre ai dipendenti e ai collaboratori, solo le persone che devono ricevere prestazioni sanitarie urgenti o programmate oppure prestazioni amministrative. Possono entrare anche coloro che devono fare visita a un congiunto.
Agli ingressi alle strutture ci sarà personale incaricato, con il compito di far rispettare le distanze interpersonali, di controllare che siano utilizzate le mascherine e di fornire il gel disinfettante per l’igiene delle mani. All’ingresso verrà verificato anche lo stato di salute di ciascun utente tramite misurazione della temperatura corporea: nel caso in cui venga ravvisata febbre o altri sintomi compatibili con il Covid, l’accesso non sarà consentito, a meno che l’utente non debba sottoporsi a cure indifferibili. In questo caso, sarà rispettata una procedura dedicata.
Ci dovranno essere percorsi separati per evitare la possibilità di contatto tra i malati Covid e gli altri utenti.
I pazienti non potranno farsi accompagnare, a meno che non si tratti di persone non autosufficienti, disabili oppure minori.
Le strutture sanitarie potranno anche effettuare le prestazioni ambulatoriali negli orari prefestivi, festivi e serali.
I RICOVERI
D’URGENZA
In caso di ricovero d’urgenza, al paziente proveniente da Pronto soccorso o da un ambulatorio andrà eseguito innanzitutto il tampone per valutare la positività al coronavirus. In attesa del referto, il paziente sarà trattato come Covid positivo e trattenuto in un’area apposita o trasferito in un reparto dedicato. Se il paziente deve essere sottoposto a un trattamento d’urgenza, saranno osservate tutte le cautele riservate a un paziente Covid positivo.
I RICOVERI
PROGRAMMATI
Per i pazienti il cui ricovero è programmato, il tampone va fatto nei giorni immediatamente precedenti, in regime di pre-ricovero. Nel caso sia necessario, sarà anche effettuato un approfondimento diagnostico tramite Rx torace. Solo se il paziente risulta negativo al test potrà seguire il percorso ordinario di ricovero. Altrimenti il ricovero andrà evitato, a meno che le cure da prestare siano non rinviabili.
I RICOVERI MEDICI
E CHIRURGICI PROGRAMMATI
A partire da oggi e fino al 18 maggio, le direzioni delle strutture sanitarie pubbliche devono pianificare il recupero graduale di tutte le attività chirurgiche e mediche sospese per il lockdown, riattivando prima quelle di classe di priorità B e poi, dal 18 maggio in poi, anche tutti i ricoveri in “day hospital”. In ogni caso, si dovranno predisporre tutte le misure necessarie a ridurre i rischi di infezione.
Nei giorni precedenti al ricovero, i pazienti in attesa di intervento chirurgico saranno contattati per verificare l’assenza di sintomi compatibili con il Covid.
GLI INTERVENTI
CHIRURGICI
In caso di intervento chirurgico in emergenza, nell’impossibilità di effettuare il tampone, il paziente va considerato Covid positivo. Il paziente che viene dal Pronto soccorso e necessita di intervento urgente va sottoposto al tampone e, in attesa del responso, trattenuto in un’area dedicata. Nel caso non sia possibile attendere l’esito del test, va trattato come Covid positivo.
In caso di intervento chirurgico programmato e rinviabile, i pazienti saranno sottoposti al tampone e eventualmente (tranne i pazienti pediatrici e le donne in gravidanza) anche a Rx torace. In caso di esito positivo, l’intervento verrà rinviato.

