«Sanità, l’Abruzzo è in coda alla classifica»

17 Luglio 2022

Il capogruppo Dem, Paolucci attacca la giunta. L’assessore Verì: non sono competenze della Regione

PESCARA. Il fronte caldo della sanità tiene banco. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, bacchetta la giunta Marsilio perché «dopo 40 mesi di governo della giunta guidata da Marco Marsilio l’Abruzzo è fra le peggiori performance d’Italia nell’annuale rapporto Crea Sanità 2022: terzultimo posto, fanalino di coda fra le regioni a conferma dell'evidente passo indietro fatto nel triennio 2019-2021». Per Paolucci «è drammatico l'impatto in termini di servizi per i pazienti e le famiglie abruzzesi. Vanificati tutti gli sforzi compiuti durante la legislatura precedente per portare la sanità regionale fuori dal commissariamento e ricominciare a salire la classifica nazionale, cosa che negli anni scorsi era avvenuta, basta confrontare le performance del 2018, ultimo anno del centrosinistra con quelle relative alla Giunta a trazione Fratelli d'Italia. La stasi degli ultimi tre anni», precisa, «ha visto crescere il debito sanitario su tutti i territori e ha costretto migliaia di pazienti alla fuga per curarsi». Un aspetto che il capogruppo Dem ha voluto sottolineare è quello dei pronto soccorso. «Intanto in Abruzzo c’è chi muore al Pronto soccorso», accusa, «chi aspetta anche decine di ore prima di essere assistito, con un personale che attende le assunzioni promesse nonostante gli oltre 1.000 milioni di euro in più disponibili tra spese correnti e per investimento. Nel frattempo le zone interne restano senza medici e mezzi del 118, senza specialisti; la prevenzione, anche quella oncologica, sforna solo liste lunghe e tempi biblici; i disabili restano senza sostegni e trasporto». La replica dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì: «Il rapporto Crea Sanità non certifica la qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane: è bene precisarlo, visto che alcuni esponenti della minoranza in Consiglio regionale stanno facendo passare questo messaggio, omettendo colpevolmente di dire di aver ottenuto lo stesso tipo di classificazione negli anni della loro amministrazione. Il rapporto prende in esame elementi, che comprendono la capacità dei Comuni di garantire l’accesso ai servizi sociali o la loro capacità di spesa di alcuni fondi, oltre alla percezione dei cittadini rispetto ad alcune prestazioni socio-sanitarie. È evidente che non si tratta solo di competenze del governo regionale. La minoranza, però, continua a cavalcare la polemica, creando caos e confusione nei cittadini a fini propagandistici».