Sanità in lutto, addio al dottor Dodi: «Fu esempio di etica e dedizione al lavoro»

È stato per 50 anni anestesista della clinica Pierangeli. Oggi il funerale alle 15.30 nella chiesa di Sant’Antonio
PESCARA. Ci sono medici che si lasciano dietro una scia di credibilità, di etica, di unanime apprezzamento. Che assurgono a esempio per i giovani che vogliano seguirne le orme professionali.
Il dottor Adelio Dodi era tutto questo e anche di più. Ha lasciato questa terra ieri mattina, alla veneranda età di 100 anni, compiuti appena un mese fa. Originario del Molise, precisamente di Montefalcone nel Sannio, dove sua madre si trasferì su consiglio del medico che ne seguiva la gravidanza, Dodi tornò a Pescara dopo una felice infanzia molisana. Era il periodo della Seconda Guerra mondiale.
Subito dopo aveva frequentato prima il Liceo classico e poi la facoltà di Medicina all’Università di Bologna, dove si era laureato nel 1952 e specializzato poi in Anestesia con il professore Carlo Cetrullo.
Quasi subito, però, suo padre si ammalò e il dottor Dodi fu costretto a tornare a Pescara. Qui venne invitato a lavorare nella clinica dal dottor Michele Pierangeli. Partì da quel momento un connubio professionale lungo 50 anni. «Erano tempi in cui si iniziava a lavorare la mattina presto e non si poteva prevedere la fine della giornata», è il ricordo di Augusto Dodi, neuroradiologo, uno dei figli con le sorelle Ida e Claudia.
«Quando era studente universitario», aggiunge, «aveva fatto parte dei gruppi di quegli studenti che si davano da fare per il sociale. Raccontava che era riuscito nell’impresa di estendere a tutti gli studenti, anche a quelli che non avevano la media alta, l’accesso alla Casa dello studente e alla mensa universitaria. Cercava di aiutare chi non ce la faceva. È stato sempre un filantropo, con idee sempre abbastanza di sinistra, quel socialismo di allora, molto solidale».
Una figura, come detto, che ha vissuto in simbiosi con Michele Pierangeli, suo grande amico personale e stretto collaboratore di fiducia. Insieme hanno costituito un sodalizio umano e professionale straordinario. «Un professionista che è stato un esempio per i giovani», fanno sapere dalla direzione e dagli organi societari della clinica, «che ha contribuito fin dagli anni Cinquanta allo sviluppo della casa di cura, ne ha interpretato i valori professionali ed etici, ha contribuito a farli crescere. Un autentico galantuomo che esprimeva valori etici assoluti, corretto, disponibile nei confronti dei pazienti, dei collaboratori. Lo ricordiamo come grande amico e professionista, esempio di valori di altissimo profilo. Un amico che ha accompagnato tre generazioni».
Prestò la sua attività in diverse strutture ospedaliere abruzzesi, contribuendo a creare un polo ospedaliero anche a Tocco da Casauria, per poi trascorrere gli ultimi anni di lavoro alla Casa di Cura Pierangeli, fino al congedo all’età di 85 anni.
La moglie Mara è scomparsa alcuni anni fa.
I funerali si svolgono oggi, alle 15.30, nella chiesa di Sant’Antonio.
Alla famiglia Dodi le condoglianze del nostro giornale.
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