Pescara

Sanità Pescara, Pettinari: «Barelle nei corridoi e lunghe liste d’attesa: siamo a un punto di non ritorno»

6 Giugno 2026

Il Movimento “Pettinari per l’Abruzzo” torna a denunciare le criticità dell’ospedale di Pescara e il depotenziamento dei nosocomi di Penne e Popoli e la fuga dei cittadini. Presentata una piattaforma in 8 punti

PESCARA. Questa mattina Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea – rispettivamente presidente e consiglieri comunali del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo” - hanno tenuto una conferenza stampa davanti all’ospedale di Pescara con i cittadini per parlare delle criticità del sistema sanitario pescarese e avanzare proposte. Questa la nota stampa diffusa al termine dell’incontro:

«La sanità pescarese è ormai giunta a un punto di non ritorno. Quello che ogni giorno si consuma all'interno dell'Ospedale Santo Spirito di Pescara e nei servizi territoriali della provincia è il risultato di anni di scelte sbagliate, di tagli, di programmazione assente e di una politica regionale e comunale che ha preferito voltarsi dall'altra parte anziché affrontare i problemi reali dei cittadini. Prima di ogni critica, però, sentiamo il dovere di rivolgere un sincero ringraziamento ai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari e a tutto il personale sanitario che, nonostante condizioni di lavoro spesso proibitive, continuano ogni giorno a garantire assistenza e cure. Se il sistema non è ancora completamente crollato, lo si deve esclusivamente alla loro dedizione. Ma non è più accettabile che donne e uomini della sanità siano lasciati soli a fronteggiare un'emergenza che ormai è diventata strutturale. Le immagini e le testimonianze che arrivano quotidianamente dal Pronto Soccorso di Pescara sono indegne di un Paese civile. Pazienti costretti a trascorrere giorni interi sulle barelle prima di trovare posto in un reparto. Anziani fragili ammassati nei corridoi. Persone malate che attendono per ore e talvolta per giorni una sistemazione adeguata. Famiglie disperate che assistono impotenti alle sofferenze dei propri cari. Tutto questo accade perché mancano posti letto, mancano strutture di lungodegenza per gli anziani non autosufficienti, mancano investimenti e manca soprattutto una visione politica. Da anni gli ospedali di Penne e Popoli sono stati progressivamente depotenziati, privati di servizi e funzioni essenziali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: migliaia di cittadini sono costretti a rivolgersi all'ospedale di Pescara, che si trova ormai a dover gestire un carico assistenziale enorme senza le risorse necessarie. Non va meglio sul fronte della medicina territoriale. I distretti sanitari sono stati progressivamente indeboliti e depauperati, riducendo drasticamente la capacità di assistere i cittadini vicino ai loro luoghi di vita. Quando la medicina territoriale fallisce, inevitabilmente tutto si riversa sull'ospedale, che finisce per essere travolto da una domanda che non riesce più a sostenere. A tutto questo si aggiunge una dotazione tecnologica spesso inadeguata. In molti casi si continua a lavorare con apparecchiature obsolete, come ecografi e strumenti diagnostici che avrebbero bisogno di essere sostituiti e aggiornati per garantire standard assistenziali adeguati ai tempi. E mentre i pronto soccorso esplodono e i reparti soffocano, migliaia di cittadini rinunciano alle cure. Le liste d'attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici hanno raggiunto livelli insostenibili. Per ottenere una prestazione sanitaria spesso bisogna attendere mesi, quando non addirittura oltre un anno. Chi può permetterselo è costretto a rivolgersi alla sanità privata. Chi non può permetterselo rinuncia a curarsi. Dietro i numeri ci sono persone vere. Ci sono pensionati che vivono con poche centinaia di euro al mese. Ci sono malati cronici che vedono peggiorare le proprie condizioni mentre aspettano una visita. Ci sono famiglie che vivono nell'angoscia e nell'incertezza. Ci sono cittadini che si sentono abbandonati proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno dello Stato. Di fronte a questa situazione non servono più promesse, servono decisioni immediate. Per questo chiediamo: · l'immediata elevazione dell'Ospedale Santo Spirito di Pescara a DEA di Secondo Livello, possedendo già tutti i requisiti necessari e registrando oltre 70.000 accessi annui al Pronto Soccorso; · l'incremento di almeno 60 posti letto per far fronte alla cronica carenza che paralizza i reparti; · l'assunzione urgente di almeno 60 unità tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari; · la nomina immediata dei primari nelle unità operative vacanti, ponendo fine all'assurda situazione che vede reparti fondamentali rimanere per anni privi di una guida stabile, come accaduto nel reparto di Gastroenterologia; · il potenziamento della medicina territoriale e dei distretti sanitari; · il rilancio degli ospedali di Penne e Popoli affinché tornino a svolgere pienamente il proprio ruolo sul territorio; · un piano straordinario di ammodernamento delle apparecchiature diagnostiche e sanitarie; · la creazione di nuove strutture di lungodegenza e assistenza per anziani, indispensabili per liberare posti letto ospedalieri occupati impropriamente. La salute non può essere considerata un costo da tagliare. È un diritto costituzionale e deve tornare a essere una priorità assoluta. La politica regionale e comunale non può continuare a nascondersi dietro giustificazioni e scaricabarile. Ogni giorno di inerzia significa nuove sofferenze, nuove rinunce alle cure e nuove disuguaglianze. Noi continueremo a dare voce a chi oggi si sente dimenticato: ai malati che attendono una visita che non arriva, agli anziani lasciati per giorni sulle barelle, alle famiglie costrette a scegliere tra curarsi e arrivare alla fine del mese, e a tutti gli operatori sanitari che ogni giorno combattono una battaglia impossibile contro le conseguenze di anni di cattiva politica. La sanità pescarese merita rispetto. I cittadini meritano rispetto. È tempo che chi governa se ne assuma finalmente la responsabilità».