Sanità e sociale La vertenza Abruzzo arriva in piazza
Il 29 aprile mobilitazione unitaria dei sindacati Cgil, Cisl e Uil a difesa degli ospedali e per il rilancio degli investimenti
PESCARA. La “vertenza Abruzzo” aperta dalle segreterie regionali unitarie di Cgil, Cisl e Uil entra nel vivo con una prima mobilitazione volta a sensibilizzare le istituzioni sui temi della sanità e del sociale e a rilanciare l’esigenza di un piano dettagliato di investimenti. L’incontro sindacale di ieri mattina, all’auditorium Petruzzi in via delle Caserme, a Pescara, si è concluso con la decisione di portare in piazza migliaia di iscritti da tutte le città d’Abruzzo per protestare insieme, sabato 29 aprile, sotto la sede dell’assessorato regionale alla Sanità, in piazza Alessandrini.
La priorità, raccontano i segretari generali Sandro Del Fattore (Cgil), Maurizio Spina (Cisl) e Michele Lombardo (Uil), è l’uscita dall’emergenza e la ripresa dello sviluppo economico e occupazionale regionale dopo la doppia calamità di sisma e maltempo che ha martoriato l’Abruzzo. «Occorrono azioni urgenti da parte del mondo politico», rimarca Del Fattore, «ma anche interventi in prospettiva per uno sviluppo equilibrato del territorio che eviti lo spopolamento delle aree interne. Dopo il terremoto e il maltempo che hanno colpito diverse zone d’Abruzzo, in particolare il Teramano e l’Aquilano, c’è bisogno di una proroga degli ammortizzatori sociali in deroga per quegli addetti che a causa delle emergenze non hanno potuto lavorare. La situazione occupazionale, lo stato dei servizi socio-sanitari e lo sviluppo economico della regione richiedono un cambio di passo».
Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil Abruzzo hanno proposto un decalogo di priorità, definite “non esaustive”, dei problemi da affrontare e degli obiettivi da perseguire. Il decalogo costituisce la base della “vertenza Abruzzo” e su questi punti si svilupperà il confronto con la Regione, accompagnato da azioni di mobilitazione sui singoli temi. Le prime questioni che i sindacati hanno deciso di affrontare in modoa unitario, scendendo in piazza il 29 aprile, riguardano la tenuta del welfare e dei servizi pubblici e il mantenimento di standard qualitativi elevati del sistema sanitario.
«Nell’ambito degli interventi da attuare», si legge nel decalogo, «vi è la necessità di affiancare all’avvenuta uscita dal commissariamento della sanità abruzzese, l’abbassamento dei costi per la cura dei cittadini. In quest'ottica, l’eliminazione del superticket rappresenta una priorità per garantire maggiore accessibilità al nostro sistema sanitario».
«L’uscita dell’Abruzzo dal commissariamento», si legge più avanti, «e la sua collocazione in piano di rientro, nonché nel piano di riqualificazione 2016-2018, costruiscono un contesto migliore che in passato per il riequilibrio ospedale/territorio. Chiediamo pertanto un piano dettagliato di investimenti per il potenziamento della sanità, articolato per Asl, con particolare riferimento alle aree interne, per determinare un riequilibrio territoriale».
Quanto alle politiche sociali, la richiesta è di garantire «risorse adeguate e interventi per i piani sociali di zona, per la legge regionale sull'invecchiamento attivo, per le cure a domicilio, per la disabilità e l'infanzia, per il diritto allo studio».
«La Regione», chiosano i sindacati, «dovrà anche reperire risorse da destinare ai Comuni per ridurre la quota di compartecipazione dei cittadini alla spesa socio sanitaria».
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