Sanità, il ministero premia l’Abruzzo

I Lea (livelli essenziali d’assistenza) oltre quota 200 grazie a vaccinazioni, assistenza agli anziani e prevenzione dei tumori
PESCARA. ll Ministero della Salute premia l’Abruzzo per aver assicurato correttamente i Lea, ossia i livelli essenziali di assistenza, forniti a tutti i cittadini dal servizio sanitario. Il punteggio relativo al 2017, che Il Centro è in grado di anticipare, è un dato non ancora ufficializzato ma che certifica tuttavia l’aumento delle performance in ambito sanitario.
I 34 indicatori che costituiscono la griglia dei Lea sono ripartiti tra le attività di prevenzione ed emergenza, l’assistenza distrettuale e ospedaliera erogata sul territorio. Il punteggio ottenuto dall’Abruzzo, pari a 202 per il 2017, attesta la regione tra quelle pienamente “adempienti” per il quarto anno consecutivo (il punteggio minimo è 160). Questo vuol dire che, a fronte di una classe di punteggio più alta e nessun parametro critico riscontrato dal Ministero, l’Abruzzo risulta in linea con le regioni più virtuose dal punto di vista della sanità pubblica. Analizzando il trend 2009-2017, infatti, emerge che negli ultimi anni il livello della sanità abruzzese è cresciuto in maniera costante, uscendo dalla fase critica nel 2014 e facendo registrare un balzo in avanti di 13 punti dal 2016 al 2017.
I risultati più importanti sono stati ottenuti nell’ambito della prevenzione: la copertura vaccinale per i bambini fino a 24 mesi (contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse e haemophilus influenzae)risulta superiore alla soglia del 95% raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Molto alta, inoltre, è la soglia degli screening oncologici di primo livello effettuati per controllare la presenza di tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto. Migliorati, in base ai dati osservati, anche gli indicatori sulla funzionalità e la rapidità della rete del 118 e il tasso di ospedalizzazione e di appropriatezza dei ricoveri. La percentuale dei parti, effettuati con taglio cesareo nelle maternità con più di 1000 parti, si attesta al 25%. Tra i punteggi inseriti dall’Ocse negli indicatori di qualità dell’assistenza ospedaliera figura il tempo di risposta delle strutture sanitarie al bisogno di assistenza degli anziani dai 65 anni in su con diagnosi di frattura del femore: in caso di interventi effettuati nelle 48 ore successive alla frattura, infatti, la percentuale di decesso è del 25 per cento. Per questo motivo occorre intervenire tempestivamente.
«Quando mi sono insediato», sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, «soltanto in 27 casi su 100 si interveniva nelle prime 48 ore. Di fatto, statisticamente, si verificava il 25% delle morti nel restante 63% dei casi di rottura del femore, un’enormità. Adesso, invece, si è passati al 70%, che si traduce in 300 vite salvate all’anno. Sono molto soddisfatto per questi dati e per il punteggio che ci è stato assegnato dal Ministero della Salute, che ha attestato il buon risultato dell’Abruzzo indipendentemente dal colore politico del nuovo Governo Lega-5 Stelle e dalla dialettica politica, confermando come tutti gli indicatori siano aumentati». Quanto alle criticità sulle quali c’è ancora da lavorare, Paolucci dice: «Vanno migliorati ulteriormente i tempi di intervento del 118 e implementata la copertura dei posti letto per gli anziani ricoverati nelle strutture residenziali non ospedaliere, che rappresenta la grande sfida del futuro non solo perché la popolazione invecchia ma anche perché bisogna fronteggiare le fragilità croniche, vedi i malati di Alzheimer».
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