Sanità, l’Abruzzo chiede mille nuove assunzioni

Mancano 450 medici e oltre 500 operatori sanitari: i dati in un dossier La Regione lo invia al ministro Giulia Grillo, è un piano da 40 milioni di euro
PESCARA. Mille, almeno mille, sono le assunzioni che le quattro Asl abruzzesi dovranno fare a partire dal 2019 fino al 2021 per garantire la buona sanità. La Regione le chiede al ministro della Salute, Giulia Grillo.
È il nuovo banco di prova che servirà all’Abruzzo per tastare la reale volontà del governo M5S-Lega di cercare di risolvere la carenza strutturale del personale medico, infermieristico e degli operatori socio sanitari. Una carenza che diventerà emergenza grave con la riforma della Fornero e l’avvento della pensione a quota cento. La mappa attuale del personale sanitario abruzzese conta 3.098 dirigenti medici in servizio nelle quattro Asl, 5.636 infermieri e 862 operatori socio sanitari. Il costo per il personale in servizio è di 668 milioni di euro (la spesa prevista era di 706 milioni, la Regione e le Asl hanno quindi risparmiato). Ma all’appello mancano mille unità. E dagli ospedali abruzzesi arrivano quotidianamente sul tavolo dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, richieste di aiuto perché servono neurologi, cardiologi, anestesisti rianimatori, medici quindi applicati ad aree ad alta complessità. E nel prossimo futuro ne mancheranno sempre di più se il governo non correrà ai ripari.
L’ABRUZZO CHIAMA ROMA. La Regione lo sta già facendo. Sta rispondendo agli appelli che arrivano dal territorio attraverso la stesura di un vero e proprio dossier-sanità da consegnare a metà novembre a Roma, al tavolo di monitoraggio dei ministeri della Salute e dell’Economia. Un dossier al quale stanno lavorando l’ufficio del personale insieme al direttore del Dipartimento Salute e Welfare, Angelo Muraglia e un advisor ministeriale. È un lavoro che anche le altre regioni stanno facendo ma che vede l’Abruzzo in una posizione decisamente avanzata. La bozza, di cui il Centro è venuto in possesso, è praticamente completata anche se non è ancora definitiva. Traccia, attraverso una rete di simulazioni, le previsioni di fabbisogno di personale e di risorse che la Regione sta per proporre al ministero della Salute, come lo stesso ministro pentastellato, Grillo, ha chiesto nel suo primo incontro con i rappresentanti delle regioni.
CHI PAGA? Il fabbisogno è triennale, e la spesa prevista sfiora i 40 milioni. Una spesa di cui dovrà essere il ministero della Salute a farsi carico attraverso la nuova legge Finanziaria in fase di approvazione. Solo in quel momento si conoscerà la reale volontà del governo. Le mille assunzioni, se ci sarà il via libera, dovranno avvenire tramite concorsi. Ma contestualmente la Regione porta avanti anche la stabilizzazione del personale con contratti precari che opera nelle quattro Asl. Ma questo è un altro capitolo molto complesso. Torniamo al dossier sul fabbisogno di personale.
ECCO I NUMERI. Di dirigenti medici ne occorrono 450 unità con una decisa prevalenza per le aree ad alta complessità (terapia intensiva, sala operatoria, neurologia stroke unit, cioè interventi d’urgenza in caso di ictus, e infine cardiologia-utic).
Secondo la bozza di lavoro, il fabbisogno di infermieri sembra invece essere «sostanzialmente equilibrato» e non risultano criticità evidenti, tranne che in alcuni presidi ospedalieri. In questo caso, la soluzione paventata sarebbe quella della ridistribuzione del personale. La medesima situazione si riscontra per il fabbisogno delle ostetriche e dei tecnici di laboratorio biomedico e di radiologia.
DA METTERE IN REGOLA. Diversa è invece la situazione che riguarda il fabbisogno di operatori socio-sanitari che è subito apparsa molto significativa e si attesta a livello regionale ben oltre le 500 unità. Il costo complessivo stimato dalla Regione per l’assunzione di tutte queste unità è pari a circa 40 milioni. Così si legge nel dossier.
L’ultimo capitolo riguarda i precari: «Va segnalato a tal proposito che con l’approvazione della delibera di giunta regionale numero 5 del 2018 sono state adottate le linee di indirizzo per la riduzione del personale precario delle Aziende Asl che consentono il ricorso alle procedure di stabilizzazione del personale in possesso di determinati requisiti, attraverso l’assunzione diretta ovvero la riserva, fino ad un massimo del 50 per cento dei posti messi a concorso». Quindi anche per loro c’è speranza.
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