«Sanstefar, gli stipendi arrivano in ritardo»
I sindacati: il centro di riabilitazione non rispetta le scadenze, dipendenti pronti alla mobilitazione
PESCARA. La tredicesima arrivata con oltre dieci giorni di ritardo e lo stipendio di dicembre con ulteriore ritardo.
A denunciare i ritardi per i dipendenti del centro di riabilitazione Sanstefar Abruzzo sono Ferdinando Costanzo della Fp-Cgil di Chieti e Davide Farina della Cisl Fp. «I lavoratori», spiegano i sindacalisti, «dopo aver ricevuto la tredicesima il 30 dicembre scorso, ovvero con oltre 10 giorni di ritardo sulla scadenza contrattuale al rientro dalle ferie», proseguono, «hanno trovato l’ennesima beffa che, con una circolare da parte della proprietà, comunicava il pagamento dello stipendio del mese di dicembre con un ulteriore pesante ritardo sui tempi stabiliti».
«Secondo le norme contrattuali applicate ai dipendenti dei centri riabilitativi Sanstefar», ricordano i due sindacalisti, «il diritto a percepire lo stipendio è fissato non oltre il settimo giorno lavorativo successivo alla fine di ciascun mese. Evidentemente il consorzio Sanstefar non ritiene necessario rispettare queste norme contrattuali così importanti per i dipendenti».
«L'azienda», illustrano ancora Farina e Costanza, «giustifica la non puntuale retribuzione degli emolumenti adducendola al fatto che le Asl tardano con i pagamenti delle prestazioni da loro rese».
Per questi motivi, i due sindacalisti denunciano «l’irrispettoso atteggiamento dell’azienda» e «altre inadempienze contrattuali come il mancato pagamento del premio incentivante che per il secondo anno consecutivo non è stato pagato ai lavoratori nel mese di luglio». Costanzo e Farina chiedono quindi il rispetto dei tempi oppure, come annunciano, «si arriverà a uno scontro che porterà i lavoratori a uno stato di agitazione con manifestazioni».
«Questi scorretti comportamenti adottati dall'azienda», aggiungono anche, «contraddicono gli accordi sanciti nell'incontro avvenuto con le Oo.Ss nel mese di novembre, dove il Sanstefar si era impegnato a rispettare la scadenza dello stipendio». Ma i guai per i dipendenti non sarebbero finiti perché, concludono i sindacalisti, «sono state inoltrate due comunicazioni per mobilità a due professioniste del centro di Pescara trasferite d'urgenza in un’altra struttura senza aver dato seguito a un accordo in materia con le associazioni di sindacato previsto nell'accordo sottoscritto lo scorso novembre».
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