Sant’Alfonso, la rinascita di una piazza

Tre anni di cantieri, ma con la pedonalizzazione la zona è diventata un gioiello da scoprire. I commercianti: «Non si torna indietro»
FRANCAVILLA AL MARE. Siete mai stati di recente a piazza Sant’Alfonso, a Francavilla? No? Allora prendete questi appunti perchè c’è del bello da scoprire in questo fine settimana. Chi viene dalla pineta di Pescara percorrendo il viale Alcione deve superare la rotatoria di via delle Napee e, percorsi circa 250 metri, si ritrova sulla destra rispettivamente via Orio Vergani, l’incrocio con via Maiella e quindi piazza Sant’Alfonso.
Innanzitutto la notizia: da dopodomani, sabato 14 luglio, i lavori alla strada principale di accesso - appunto via Vergani - saranno praticamente conclusi, e il sindaco Antonio Luciani, ieri presente in cantiere insieme all’architetto Ettore De Lellis (un pianificatore di paesaggi di serie A, vincitore tra l’altro del Premio architetture dell’Adriatico), ha assicurato che intanto si procederà all’apertura dei marciapiedi laterali. I lavori verranno conclusi in maniera non impattante, ha assicurato il sindaco: «Il cantiere si sistemerà in un lato della strada e al più presto verrà aperta anche la carreggiata per le auto. Se poi anche questo tratto di strada diventerà pedonale lo decideremo insieme ai residenti e ai commercianti».
UN PAESE NEL PAESE
Ma torniamo a piazza Sant’Alfonso. Se non fosse per i brutti palazzoni anni Settanta che la circondano, e per la chiesa che forse - come suggeriscono anche Luciani e De Lellis - avrebbe dovuto essere bianca, sembra davvero di essere in un quartiere di una città non abruzzese, quasi un paese in un altro paese. Innanzitutto negozi e servizi: c’è tutto. Non ci credete? Iniziamo dall’incrocio con via Maiella, con il caffè Turchi e la farmacia Amoroso che affacciano sulla piazza. Seguono i parrucchieri Tenaglia, il Centro Tim, lo sportello Unicredit, il Central Caffè, il Centro di assistenza fiscale, il negozio Sogni e confetti, Di Credico fiori e piante, Marlin Blu sub e pesca, la chiesa di Sant’Alfonso con il suo oratorio, quindi si torna sotto i portici con la Pasticceria Napoletana, il negozio di scarpe Anteprima, il Caffè gelateria Melò, l’ottica Iris, Cartolandia, la pizzeria La Presentosa, la Gastronomia di mare con pescheria. Senza contare gli altri negozi limitrofi e presenti tra via Vergani e via Maiella con alimentari, frutta e verdura, ristoranti. Un centro commerciale naturale talmente variegato che chi vive in quella zona potrebbe anche non uscirne mai.
IL PALCO E I PINI
Al centro della piazza il palco montato quest’anno per la prima edizione di “Estate in Piazza” (vedi programma nel riquadro), manifestazione interamente finanziata dall’associazione Nuova Asterope, e per i grandi concerti del Comune. Subito dopo un’area verde con tre grossi pini. Uno di questi pini è avvolto da un lavoro all’uncinetto e un cartello che condanna le violenze sulle donne. Accanto a un altro pino c’è una teca con dei libri. La teca non è chiusa. E i libri, anche se datati, hanno titoli interessanti. Chi vuole può prenderli e leggerli sulla panchina o seduto in uno dei bar. Sia la maglia antiviolenza che la teca con i libri sono un’iniziativa dell’associazione Kairos, banco del tempo e dei saperi, con sede in via Maiella 21.
SANT’ALFONSO
A chiudere la piazza la statua di Sant’Alfonso con una lunga fontana intarsiata. I lavori di ristrutturazione della chiesa sono ancora in corso, ma dagli operai che si agitano sul campanile si capisce che il parroco padre Antonio vorrebbe al più presto far togliere le impalcature. Via Canto Novo è la strada che porta ai parcheggi che costeggiano la ferrovia. Certo, occorrerebbe recuperare i circa 200 posti perduti con la pedonalizzazione della piazza, soprattutto quando nei fine settimana o durante gli eventi la zona si riempie di turisti e famiglie, ma per ora va bene così. Meglio godersi la piazza nella sua interezza che riempirla nuovamente di auto.
I COMMERCIANTI
Ma i principali fautori della rinascita di questa zona sono soprattutto loro, i commercianti riuniti sotto l’associazione presieduta da Lorenzo Petrongolo, un bel giovanottone che insieme ai genitori gestisce il Central Caffè. «Dopo tre anni di cantieri non si può tornare indietro, anche se i posti auto quando si fanno le isole pedonali sono necessari», dice Petrongolo. «In tre anni questa zona è diventata un gioiello, e noi dobbiamo ringraziare non solo la lungimiranza dell’amministrazione e del sindaco Luciani, ma anche la disponibilità e il senso di comunità dei francavillesi». Non resta che conoscere da vicino questa realtà unica, che a molti francavillesi ha fatto dimenticare iper e centri commerciali.

