Sant’Andrea, festa ridotta È la prima volta in 150 anni

21 Luglio 2020

Niente giostre e stand sul lungofiume, annullati i fuochi. Ma lunedì c’è Olivieri E per la processione una sola barca. Camplone: «Per onorare i caduti e Grosso»

PESCARA. I festeggiamenti in onore di Sant’Andrea non si sono fermati neppure durante le due guerre mondiali: la tradizionale processione in mare con i pescherecci con la statua del Santo nell’ultima domenica di luglio, momento clou di un ricco programma religioso e civile fatto di fuochi d’artificio che si riflettono sullo specchio d’acqua, cantanti in piazza, bancarelle e luna park tra la riviera e il lungofiume brulicanti di famiglie e giovani in festa. Un pezzo di storia che va avanti da 153 anni, da quando fu costruita nel 1867 una chiesa nel quartiere Borgo marino in onore di Sant’Andrea apostolo, protettore dei pescatori. Una tradizione religiosa, popolare e marinaresca finora mai interrotta, ma che quest’anno sarà replicata in tono minore a causa dell’emergenza sanitaria in atto e degli strascichi della pandemia da coronavirus, che impongono prudenza e rispetto per chi non ce l’ha fatta a causa del virus.
«La festa è stata ridimensionata rispetto al passato», sottolinea l’assessore ai grandi eventi Alfredo Cremonese, «ci concentreremo sulla parte religiosa e sul tema del ricordo nei confronti di chi non c’è più con messe in suffragio e momenti di preghiera. Abbiamo rinunciato alle giostre, agli spari e alle bancarelle sul lungofiume, ma il programma dei festeggiamenti civili non è stato stralciato poiché monteremo il palco davanti alla chiesa in piazza Sant’Andrea e alcuni stand tra piazza Sant’Andrea, via Bologna e via del Concilio. Lunedì sera, ad esempio, è previsto il cabaret di Vincenzo Olivieri in piazza».
«Non abbiamo niente da festeggiare», ribatte perentorio Massimo Camplone, rappresentante di una storica dinastia di marinai e di un nobile mestiere trasmesso di padre in figlio, «manca proprio lo spirito della festa. Le vicissitudini del Covid e i lutti che ci sono stati nella marineria ci hanno convinti a prendere la decisione sofferta di non svolgere nessun tipo di manifestazione sul lungofiume Paolucci, come forma di rispetto per chi, come Mimmo Grosso, il nostro storico comandante, è morto proprio a causa di questo brutto virus».
Solo una volta, nel 2012, la tradizionale processione in mare non fu organizzata a causa del porto insabbiato e del mancato dragaggio dei fondali. Ma tutto il contorno della festa, compresi gli spari in mare, le bancarelle, le giostre e i cantanti, si tenne regolarmente. Quest’anno, invece, come conferma anche Massimo Di Francesco, presidente del comitato festa, le iniziative saranno ridotte all’area di piazza Bologna, via del Concilio e davanti alla chiesa di Sant’Andrea, dove saranno sistemati gli stand per la vendita e il consumo di pesce fritto e il palco che, sabato sera, ospiterà le canzoni napoletane del duo “Voce ’e notte” (ore 21,30), mentre domenica allo stesso orario è in programma una ricca serata con artisti locali, organizzata con la direzione artistica di Antonio Luise. Si chiude lunedì con il cabaret di Vincenzo Olivieri e l’estrazione della lotteria.
Non ci saranno, invece, i fuochi d’artificio in mare del lunedì sera e nemmeno la processione al largo della domenica mattina con tutti i pescherecci tirati a lucido della marineria. Dopo la messa delle ore 9 officiata da Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, uscirà in mare domenica mattina una sola barca, l’ultima arrivata nella flotta pescarese, la nuovissima Erminio Padre di Massimo Camplone. Il peschereccio prenderà il largo accompagnato dalla banda, con a bordo il suo comandante, il parroco del quartiere padre Carlo Mattei e la statua del Santo. Saranno gettate in mare alcune corone di fiori in ricordo dei tanti pescatori che hanno perso la vita e dello stesso Grosso, simbolo della marineria. «Riserveremo una corona», specifica Camplone, «al nostro carissimo Mimmo. Sant’Andrea è sempre stato un momento di festa, di riunione tra le nostre famiglie che andavano al largo ognuna con la sua barca e, dopo la processione, facevano il bagno insieme in mare aperto, cantavano e ballavano con la banda per poi festeggiare sul molo mangiando il pesce fritto. Ma oggi, con queste condizioni, vogliamo essere responsabili. La processione con tutte le barche e le famiglie della marineria renderebbe impossibile far rispettare le norme anti contagio ed evitare gli assembramenti».
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