Sant’Andrea, i fuochi illuminano la festa

29 Luglio 2014

Migliaia di persone assistono allo spettacolo pirotecnico conclusivo. Gli operatori: la crisi si è fatta sentire

PESCARA. Cala il sipario su uno degli eventi simbolo dell’estate pescarese, la Festa di Sant’Andrea a Borgo Marino Nord che, quest’anno, ha festeggiato anche i 50 anni della nuova chiesa. Un grande lavoro organizzativo che non ha dato i risultati sperati nei 4 giorni dedicati al santo patrono. Ieri sera prima dei fuochi pirotecnici sul mare, subito dopo la mezzanotte, per uno spettacolo fantastico di colori e di emozioni, seguito da migliaia di persone, si sono esibiti con successo Adolfo Sebastiani, uno dei sosia più accreditati di Adriano Celentano, accompagnato dall’inossidabile Gianni Dall’Aglio, storico batterista del “Molleggiato” con più di 20 brani che hanno segnato la storia della musica italiana nel mondo di uno dei personaggi più amati fuori dai confini nazionali. A rendere ancora più interessante l’evento ci ha pensato il “Re” della risata Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, che ha voluto recuperare il suo show per averlo dovuto interrompere anzitempo il giorno prima a causa del maltempo. Risate a non finire in un cocktail unico di musica e spettacolo. «Nonostante i sacrifici fatti per portare a termine la festa il bilancio non è affatto positivo», ha dichiarato senza mezzi termini l’infaticabile collaboratore della festa Elio Maione, «le presenze sono state bene o male le stesse rispetto all’anno scorso ma la verità è che la gente gira ma non spende abbastanza così come avviene nei centri commerciali. I mancati introiti dei titolari delle bancarelle sono da attribuire alla crisi economica degli ultimi anni ma anche alle avverse condizioni metereologiche che hanno fatto desistere tanta gente che è rimasta comodamente a casa. La Festa di Sant’Andrea è come il Festival di Sanremo dove ci sono sempre polemiche», ha continuato Maione, «ci serve più disciplina per il futuro perché nessuno stand si attiene alle disposizioni ricevute e neanche i controlli dei vigili riescono ad avere la meglio. La gente dovrebbe capire che non si tratta più di una festa folkloristica ma di una rassegna che è cresciuta nel tempo», aggiunge ancora. «Mi sarei aspettato maggiore collaborazione anche dagli stabilimenti che non fanno nulla per la riuscita della festa seguendo l’esempio dei residenti che continuano a lamentarsi per il volume degli spettacoli e per essere “imprigionati” in casa. Insomma a questa condizioni è davvero difficile andare avanti». Chi pensa in positivo è l’art director della manifestazione. «Malgrado tutto non è mancato il divertimento con spettacoli di qualità come quelli di Sebastiani, ‘Nduccio, i ragazzi di “Amici”, Tony Russi e il Festival della Melodia». (cr. pe.)

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