Sant’Andrea, i pescatori ricordano tutti i loro morti

Per la prima volta in 150 anni esce una sola barca in segno di rispetto per i lutti Masci: «Ripartiamo insieme, guardiamo al futuro senza dimenticare il passato»
PESCARA. Occhi lucidi, voci rotte dalla commozione, toni mai sopra le righe. Nel giorno dedicato a Sant’Andrea il ricordo straziante di chi non ce l’ha fatta a sconfiggere il virus si accompagna al desiderio dei pescatori di lasciarsi alle spalle i momenti terribili della pandemia e i tanti lutti che hanno colpito la categoria. «Ripartire con più forza di prima», si dicono sottovoce i marinai. Lo devono allo storico comandante Mimmo Grosso, colonna della marineria che ha dovuto arrendersi al Covid e che ieri mattina ha accompagnato con la sua immagine sorridente, fatta stampare dai figli su un manifesto, il viaggio della Erminio Padre, l’unica barca salpata dal molo sud con a bordo la statua del Santo e una delegazione delle autorità religiose, civili e militari.
È la prima volta in 153 anni di storia, da quando nel 1867 fu fatta costruire una chiesa nel quartiere Borgo Marino in onore di Sant’Andrea protettore dei pescatori, che la festa della marineria si è svolta in forma ridotta. La tradizionale processione in mare dell’ultima domenica di luglio con la flotta peschereccia ornata a festa si è trasformata in un’uscita simbolica del solo peschereccio Erminio Padre di Massimo Camplone, seguito dalla Nuova Zita del fratello Mario che ha portato a bordo il complesso bandistico della città di Atessa, entrambi con gli ormeggi insolitamente rilasciati dalla banchina del molo sud. L’uscita è stata organizzata con il solo scopo di ricordare i morti e gettare al largo alcune corone di fiori in memoria di Mimmo Grosso, del giovane Cristian Dell'Osa che perse la vita in mare nel 2012 e di altri caduti della marineria, ricordati anche poco prima dell’imbarco durante una commovente cerimonia all’ingresso della banchina sud, davanti al monumento che riporta i loro nomi.
Poco prima, alla messa delle 9 all’aperto davanti alla chiesa di Sant’Andrea gremita di cittadini, officiata dall’arcivescovo di Pescara-Penne Monsignor Tommaso Valentinetti e da padre Carlo Mattei, hanno partecipato il sindaco Carlo Masci, il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, il vice prefetto vicario Carlo Torlontano, il direttore marittimo Salvatore Minervino, i comandanti dei carabinieri Antonio Di Mauro e della polizia municipale Danilo Palestini e alcuni consiglieri e assessori. Con loro un altro pilastro della categoria Riccardo Padovano, in testa al corteo che ha attraversato la città dopo il rito religioso, rallentando in via Gobetti, all’altezza della casa della famiglia di Grosso stretta a lutto, per poi fermarsi in via Buozzi, nel cuore di Borgo Marino. «Questa», ha detto il sindaco, «è la festa dei pescatori e di tutta Pescara. In questo momento storico difficilissimo in cui tutti noi abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, Sant’Andrea ci consente di guardare al futuro, ma senza dimenticare il passato e i nostri cari che non ci sono più. Ripartiamo da Sant’Andrea e dalla marineria». «Quest’anno ci fermiamo qui», ha aggiunto Padovano sotto la Madonnina, «per la prima volta il Santo partirà dal molo sud dove è ormeggiato il peschereccio per problemi di fondali. Non è usuale, ma torneremo qui l’anno prossimo».
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