Sant’Andrea in processione La folla sfida il gran caldo

1 Agosto 2016

Commovente la tappa davanti all’Orsa maggiore per il saluto a Rabuffo Stasera il gran finale con i fuochi, la lotteria e la musica di Gianni Mazza

PESCARA. Ricordare chi ha perso tragicamente la vita in mare, per lavoro o come migrante, e celebrare chi lavora ancora oggi in un settore difficile come quello della pesca. Questo il senso della cerimonia di ieri, prima a terra e poi nelle acque dell'Adriatico, per la festa di Sant’Andrea apostolo che si conclude oggi. Durante la tradizionale processione della statua del santo sono stati tanti i momenti toccanti, il primo nel tratto di mare all’altezza della rotonda di piazza Duca.

«In quel punto», dice Riccardo Padovano, del comitato organizzatore, «era prevista una tappa per il lancio della corona da parte del sindaco e del rappresentante della Capitaneria Antonio Catino, nella zona della parrocchia del Santissimo Rosario. È lì che ho lanciato un mazzo di fiori per ricordare il mio amico Nicolino Rabuffo, storico titolare dello stabilimento Orsa Maggiore, morto prematuramente all’inizio di luglio. In quei minuti è stato prelevato dalla spiaggia il figlio di Rabuffo, Nicola, ed è stato un passaggio suggestivo della processione», a testimonianza, come ha sottolineato il sindaco Marco Alessandrini, che la morte del balneatore è stata «una perdita per gli operatori, la cui storia è un esempio bello e di sostanza per l’economia cittadina».

La statua del santo ha proseguito sul motopeschereccio Riviera, seguito dal motopesca Leo Duilio che accoglieva la banda. Tre le soste per altrettante corone: all’altezza dell’obelisco a d’Annunzio, a un miglio e mezzo della costa, per ricordare Cristian Dell’Osa, caduto in mare, e poi all’altezza del molo guardiano sud, dove una croce di ferro ricorda i 12 caduti per una mina.

Ha aperto la giornata la santa messa celebrata da padre Costante Baron che parlando del Santo ha ricordato la costruzione della parrocchia, 52 anni fa, e la nascita della festa, e ha parlato dei legami che cementano una comunità. È stato allora, accennando ai rapporti tra cittadini e istituzioni, che si è sollevato un brusio di disapprovazione, quando padre Costante ha chiesto ai fedeli di esprimere l’affetto per chi amministra la cosa pubblica. Ma di questi tempi «la disaffezione nei confronti della politica è generalizzata», ha commentato il vice sindaco Enzo Del Vecchio, presente alla cerimonia con il sindaco, il presidente del Consiglio Antonio Blasioli, il presidente della Provincia Antonio Di Marco e altri politici, di entrambi gli schieramenti.

Durante la messa è stato anche ricordato don Mario Febo, che si definiva «parroco dei pescatori della marina», come ha sottolineato la nipote Marina, consigliera comunale a Spoltore. Poi, durante la processione, il corteo si è fermato al banchetto allestito in via Buozzi da Maria "la Biancazzurra", dove padre Aldo e il sindaco hanno parlato, tra l’altro, di chi è morto sui barconi. In molti hanno notato che quest'anno la statua del santo si muoveva su un mezzo a motore, e non è stata portata a spalla, ma «gli armatori erano in mare e poi non ci sono più tanti giovanotti», dice Padovano. «Ma per l'anno prossimo stiamo pensando a un'altra soluzione». Oggi, annuncia il comitato guidato da Massimo Di Francesco, si chiude con la musica diretta da Gianni Mazza (ore 21.30), poi l'estrazione dei biglietti della lotteria e, a mezzanotte e 15, i fuochi di artificio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA