Santa Maria Maggiore, comincia il restauro

22 Dicembre 2022

Aperto il cantiere, l’intervento partirà il 9 gennaio. L’ex assessore Mazzocca: «Un evento per la città» 

CARAMANICO. Dopo cinque anni di attesa e oltre 1.700 firme raccolte dai giovani di Caramanico Terme, finalmente parte il cantiere per la ristrutturazione della chiesa di Santa Maria Maggiore, danneggiata dal terremoto e dalla nevicata del 18 e 19 gennaio 2017. Un tempo lunghissimo in cui la cattedrale di via Verdi, con l'antico portale risalente al 1476, è rimasta chiusa, con i soffitti aperti dalle voragini e crollati, gli intonaci sbriciolati e gli affreschi rovinati dall'umidità.
Due giorni fa la ditta appaltatrice (Alessandrini, di Frascati, a cui sono stati consegnati i lavori il 12 dicembre scorso) ha installato il cantiere con cui avvierà gli interventi, subito dopo le festività natalizie, il prossimo 9 gennaio. La conclusione del consolidamento strutturale del luogo di culto è prevista entro un anno. L' annuncio arriva da Mario Mazzocca, presidente dell'associazione ReteAbruzzo, che in questi anni ha seguito il farraginoso iter burocratico per l'ottenimento dei fondi, a cui si è aggiunta la voce dei giovani del «Comitato civico per la riapertura della chiesa di Santa Maggiore in Caramanico», coordinato da Carlo Conti, che hanno raccolto 1702 firme e si sono battuti per spingere le istituzioni ad avviare i lavori.
Il primo intervento cautelativo, per evitare danni più consistenti, è stato quello del Comune, oggi guidato dal sindaco Luigi De Acetis rimasto sempre al fianco dei cittadini nella lotta, che ha messo a disposizione 500mila euro erogati dalla Regione, su impegno dell'ex assessore Mario Mazzocca, per realizzare una copertura provvisoria. Poi è iniziata la battaglia dei cittadini che hanno spinto le istituzioni a utilizzare il milione e mezzo di euro (delibera Cipe del 22 dicembre 2017) rimasto bloccato per mesi nei cassetti istituzionali. Oggi la vittoria è di tutti i caramanichesi. «È una grande notizia», sottolinea Mazzocca, «sono trascorsi 5 anni da quel 17 novembre 2017 quando in cabina di regìa per la Ricostruzione a palazzo Chigi e in rappresentanza della Regione, diedi il via libera all'approvazione del Piano triennale mibact per la ricostruzione post-sisma delle chiese extra cratere con cui furono stanziati i fondi per il restauro della chiesa abbadiale, prezioso gioiello di edilizia religiosa abruzzese. Oggi quelle opere stanno partendo, in attesa di un secondo lotto di intervento che riguarderà il consolidamento della chiesa di San Nicola di Bari».
Soddisfazione è stata espressa anche dal comitato: «Gli eventi del gennaio 2017 hanno messo a dura prova la nostra comunità, privandola del luogo di culto più importante del borgo, per il suo immenso valore architettonico e spirituale. Le autorità civili e religiose locali si stanno già attivando per reperire ulteriori fondi per il restauro interno».