Santilli: «In città diecimila alberi sotto osservazione»

PESCARA. Pini domestici e d’aleppo, querce, platini, lecci, pioppi bianchi, gelsi. Sono 10mila gli alberi sotto osservazione in città, tra i 25mila presenti lungo le strade e nei parchi. Nel...
PESCARA. Pini domestici e d’aleppo, querce, platini, lecci, pioppi bianchi, gelsi. Sono 10mila gli alberi sotto osservazione in città, tra i 25mila presenti lungo le strade e nei parchi. Nel conteggio sono comprese le piante monumentali nella Riserva naturale dannunziana e in viale Bovio. Dopo i crolli di via Monte Bove, giovedì e via Panaro, ieri, l’assessore al Verde, Gianni Santilli e il responsabile comunale del settore, Mario Caudullo, spiegano che «sono 10mila gli alberi attualmente monitorati, soprattutto nelle adiacenze delle scuole e quelle che si trovano lungo le strade ad alta densità di traffico e di circolazione pedonale. Il piano comunale quinquennale, giunto al secondo anno, che verifica lo stato di salute degli alberi, sta funzionando: un tempo fa ne cadevano 30-40 all’anno, oggi il rischio è quasi del tutto mitigato, ma purtroppo il rischio zero non esiste».
«I cittadini devono stare tranquilli», rassicura Santilli, «il nostro obiettivo è salvare le piante della città. Per cui ne abbattiamo il meno possibile. Tutte quelle davanti alle scuole, nelle aree giochi e lungo le strade densamente trafficate sono state controllate, tra le ultime, viale Kennedy, via Gioberti, via Regina Margherita».
Il programma pluriennale di monitoraggio del patrimonio arboreo, che definisce la gestione del rischio delle alberature, è stato deliberato nel maggio 2020. Il cronoprogramma del quadro economico degli interventi da attuare prevede, entro la fine del 2021, il controllo su 2-3mila alberi l’anno per una spesa complessiva, tra potature, abbattimenti solo in caso di necessità (malattie, funghi), consolidamento e mitigazione del rischio, di 267.462 euro. Una riunione di giunta, entro martedì, dovrebbe elevare gli importi per supportare l’estensione del piano di monitoraggio.
Nelle indagini degli agronomi comunali su ogni singola pianta vengono considerate queste priorità: «La propensione al cedimento per particolari generi», spiega Caudullo, «ad esempio, il pino cade più facilmente di una quercia; gli interventi di cablaggio, la potatura, eventuali funghi, la dimensione degli esemplari in relazione all’età, la potenziale presenza nella vicinanza di scuole, aree giochi, strade trafficate». Il pino di via Monte Bove, che si trovava nelle vicinanze di una scuola dell’infanzia, era sotto monitoraggio. Il tecnico comunale spiega che tra le concause del cedimento, oltre alle piogge, «potrebbero essere stati dei lavori di asfaltatura durante i quali sarebbero state tagliate le radici che hanno indebolito l’albero». L’assessore Santilli ha reso noto, ieri, che «tutti gli interventi di potatura in via Monte Bove si sono conclusi, le piante ora sono in sicurezza». Ma, ribadisce l’agronomo, «il rischio zero non esiste». Gli alberi più vecchi presenti in città hanno tra gli 80 e i 100 anni. Ma l’assessore rivela che «sono stati tantissimi gli alberi giovani ripiantumati, ladovve è stato necessario. Perché il nostro obiettivo resta sempre quello di salvare il patrimonio arboreo». Nel frattempo, in via Panaro a San Donato, crollava un altro pino.
(c.co.)

