Sbarra: l’elettrico azzera posti di lavoro

11 Giugno 2022

Il segretario nazionale Cisl lancia l’allarme da Atessa. L’indotto dell’automotive manderà casa almeno 5mila persone

ATESSA. Parte dall'Abruzzo l’allarme della Fim Cisl nazionale sul rischio concreto della perdita di 75mila posti di lavoro in Italia e 5mila in Abruzzo legati al settore automotive, per effetto della transizione ecologica. Lo ha detto ieri ad Atessa Luigi Sbarra, segretario nazionale della Cisl, nel convegno organizzato dal sindacato sulle prospettive del settore.
«Il 2035, data oltre la quale in Europa non si venderanno più auto a motore endotermico», ha spiegato Sbarra al gotha di rappresentanti e delegati della Fim Cisl, «è una scadenza che sembra lontana, ma in realtà è dietro l’angolo. Le opportunità di elevare innovazione, produttività, eco-compatibilità di sistema sono evidenti e importanti. Ma per coglierle bisogna partire dal fattore della sostenibilità sociale. In gioco ci sono almeno 75mila posti di lavoro, ai quali si aggiungono gli occupati dell’indotto. Non possiamo lasciar andare i nostri lavoratori in cassa integrazione e importare le batterie dalla Cina». L’Abruzzo, ha analizzato i dati la Fim, è al 7° posto nella classifica delle regioni italiane tra quelle a più alta incidenza manifatturiera per numero di occupati. «Il peso della provincia di Chieti sul totale esportato», ha detto Giovanni Notaro, segretario Cisl Abruzzo e Molise, «raggiunge quasi il 70%. Il territorio chietino si posiziona ai primi posti nella graduatoria delle province italiane». Se la manifattura definisce la vocazione industriale dell’Abruzzo, al suo interno l’automotive occupa una posizione di assoluto rilievo.
I DATI
«Dall’export deriva oltre un terzo del fatturato complessivo dell’automotive», ha proseguito Notaro, «un settore produttivo che, oltre ad avere un ruolo chiave nelle esportazioni, è protagonista anche nei campi dell’innovazione e degli investimenti. Il 20% degli occupati dell’automotive del Mezzogiorno proviene dall’Abruzzo e circa il 5% a livello nazionale». Ecco perché, se dovremo sbarazzarci delle auto a motore endotermico, l’Abruzzo deve sapere che l’impatto sarà drammatico. Non tanto per stabilimenti come Sevel, impegnato tra l'altro anche in una futura collaborazione con Toyota per realizzare veicoli commerciali elettrici più grossi del Ducato, ma per le fabbriche dell'indotto che producono ad esempio marmitte, turbine e ogni componente che riguarda il motore endotermico. Lo ha ricordato anche il segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia: «Siamo qui per ribadire che nessuna transizione sarà giusta senza l’apporto e il coinvolgimento dei lavoratori, che il cambiamento deve essere socialmente sostenibile. Ribadiamo oggi l’urgenza di una progetto paese a sostegno dell’automotive che il Governo Draghi deve urgentemente adottare insieme alle parti sociali. Francia e Germania sono già avanti su questa strada e noi non possiamo stare fermi. La politica non può rimpallarsi le colpe sulle scelte europee, deve essere capace di produrre una politica industriale adeguata per attrarre nuovi investimenti e tutelare i lavoratori».
IL CASO SEVEL
E su tutto aleggia il dramma che sta vivendo, suo malgrado, una delle fabbriche più redditizie e produttive del mondo automotive e della galassia Stellantis: Sevel. Lo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri sta pagando con oltre 77 turni di lavoro saltati lo scotto di una crisi della componentistica senza precedenti. Per tutta la prossima settimana Sevel sospenderà le lavorazioni per mancanza di centraline. «Non c'è una crisi di prodotti, tanto che Sevel ha siglato accordo con Toyota e produrrà due terzi dei furgoni previsti qui ad Atessa, ma sul fronte della componentistica la situazione sta peggiorando: se non ci sarà almeno uno stabilimento in Italia di componentistica il problema non si risolverà», ha considerato Domenico Bologna, segretario Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «abbiamo perso una generazione di giovani. Dall'inizio di questa crisi in un anno abbiamo perso circa 1.500 posti di lavoro tra pensioni, trasfertisti e staff-leasing».
«Porterò questo tema alla seduta plenaria del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea prevista a fine giugno», ha promesso il presidente della Regione, Marco Marsilio, «all'interno del quale le regioni, tra cui Abruzzo, che aderiscono all'intergruppo dell’automotive condivideranno un documento in tal senso».