Sborgia: Radiologia e punto nascite per salvare l’ospedale

PENNE. Il futuro dell’ospedale San Massimo continua a far discutere e a preoccupare la comunità vestina. A difesa del presidio sanitario del capoluogo vestino, che rischia seriamente di veder...
PENNE. Il futuro dell’ospedale San Massimo continua a far discutere e a preoccupare la comunità vestina. A difesa del presidio sanitario del capoluogo vestino, che rischia seriamente di veder scomparire il proprio punto nascite per via del mancato rispetto degli standard minimi per rimanere aperto (nel 2013 ha effettuato soltanto 311 parti) e che negli anni ha visto una considervole riduzione sia in termini di posti letto sia di personale medico-infermieristico, è intervenuto e anche il coordinatore provinciale di Regione Facile/Valore Abruzzo, Camillo Sborgia.
«L’ospedale di Penne» sottolinea Sborgia «svolge un ruolo importante e indispensabile per tutto il comprensorio vestino, nella media collina pescarese e anche rispetto ad alcuni Comuni del versante teramano. È l’unico presidio sanitario di una certa importanza che riesce a erogare servizi e prestazioni in urgenza che sono indispensabili sia per la sicurezza sanitaria dei cittadini sia per evitare lo spopolamento delle zone montane e pedemontane. Considerato che la Asl di Pescara ha messo in moto un progetto, già finanziato, per la ristrutturazione dell’ospedale San Massimo, penso sia doveroso potenziare anche le risorse umane del presidio vestino. Oltre al punto nascite da salvare, c’è da risolvere anche l’emergenza in Radiologia, dove il personale medico è in procinto di andare in pensione e deve essere rimpiazzato. È indispensabile» chiosa il coordinatore provinciale di Regione Facile «aprire un tavolo di confronto tra tutti gli amministratori dei Comuni vestini, la Asl e la Regione Abruzzo per affrontare al meglio tutta la problematica sanitaria». (f.bel.)
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