Scacco ai ladri di rame delle pale eoliche

Sette arrestati, le indagini scattate dopo i furti in due ditte di Manoppello: la banda pugliese aveva realizzato 25 colpi
POPOLI. Oltre venticinque furti di rame su pale eoliche commessi tra le province di Pescara, Ascoli Piceno e Foggia. Dodici le persone finite della “banda dei ladri di rame” finite nel mirino dei carabinieri della compagnia di Popoli che, in sinergia con quelli del comando provinciale di Foggia, dopo aver condotto un’indagine durata un anno e mezzo, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, hanno dato esecuzione a una serie di misure cautelari a carico di soggetti ritenuti appartenenti ad un’associazione a delinquere.
LA BANDA La banda era dedita a furti in abitazione, rapine, estorsioni e ricettazioni su tutto il territorio nazionale, asportando automezzi e materiale ferroso (in particolare coils in acciaio e rame), con un risultato di 7 persone destinatarie della misura cautelare degli arresti domiciliari, 2 persone con l’obbligo di dimora nel comune di residenza oltre a 3 soggetti sottoposti alla misura cautelare del divieto di esercitare professioni, imprese e uffici direttivi delle persone giuridiche ed imprese e le attività ad essi inerenti per la durata di 6 mesi.
LE INDAGINI L’indagine ha preso le mosse da un furto consumato nel comune di Manoppello a danno di due ditte, a cui ignoti avevano asportato un camion e diversi coils in acciaio. Le preliminari informazioni raccolte hanno fatto emergere da subito l’esistenza di un’associazione a delinquere, organizzata in forma rudimentale nella sua struttura, ma efficiente e idonea, con la predisposizione di basi logistiche e con l’affidamento di ruoli specifici a ciascuno degli associati, finalizzata alla commissione di un’indeterminata serie di delitti contro il patrimonio e, in particolare, furti prevalentemente di materiale ferroso e in rame presso aziende, cantieri e parchi eolici che venivano poi fatte oggetto di ricettazione. I membri dell’organizzazione si occupavano di predisporre e organizzare tutti i mezzi e gli strumenti necessari per rendere più agevoli le loro operazioni criminali.
Nel corso delle indagini i carabinieri sono riusciti ad individuare i membri dell’associazione e ad accertare che gli stessi avevano consumato diversi furti di rame su pale eoliche ai confini della Campania. Le indagini hanno consentito di individuare tutti i componenti del sodalizio e a comprendere il ruolo di ognuno in seno all’organizzazione, le sue dinamiche interne, i luoghi comuni di smaltimento della merce rubata (preventivamente ripulita), i siti depredati, i meccanismi di reciproco sostegno.
LA PIRAMIDE L’indagine ha inoltre svelato come tra i vari soggetti, vi fosse peraltro anche un meccanismo di gestione piramidale con successiva ripartizione del denaro provento della vendita della merce rubata quale compenso per la prestazione fornita. Nel corso dell’operazione sono stati attribuiti alla consorteria oltre 25 furti commessi nelle province di Pescara, Ascoli Piceno e Foggia per un danno economico di oltre duecentomila euro, ed individuate tre aziende dedite allo smaltimento di materiali ferrosi di Foggia e San Severo, che fungevano da punto di ricettazione e smistamento della refurtiva. È stato sequestrato un veicolo in uso all’associazione e recuperati oltre trentuno quintali di materiale in rame.

