Scadono 450 contratti di lavoro I sindacati: «Ospedale a rischio»

La Uil chiede il via libera ai rinnovi da gennaio: la spesa da autorizzare, secondo la Asl, è di 5 milioni E la Regione fa sapere che l’istruttoria è in corso: «La procedura è già stata affidata ai nostri uffici»
PESCARA. Novembre e dicembre sono due mesi cruciali per il destino di 450 persone assunte a tempo determinato dalla Asl di Pescara: personale con il contratto in scadenza il 31 dicembre la cui permanenza in servizio è fondamentale per garantire «la continuità delle cure essenziali» dopo questa data. A segnalarlo è il segretario generale della Uil Fpf di Pescara, Francesco Marcucci, che il 2 novembre ha scritto alla Regione e, per conoscenza, al sindaco Carlo Masci e al direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi, proprio per ricordare questa scadenza.
IL PIANO DELLA ASL
Tutto ruota attorno al Piano triennale del fabbisogno di personale della Asl, «adottato in via provvisoria e trasmesso alla Regione per l’approvazione, previa verifica di compatibilità». Il via libera della Regione è essenziale per arrivare al varo definitivo del Piano e quindi al rinnovo di tutti i contratti, tanto più che «per garantire il mantenimento di questo personale servono 5 milioni di euro», spiega Marcucci, e si tratta di somme extra budget, rispetto al tetto di spesa per il personale, legate all’emergenza Covid. Il sindacalista non nasconde, nella lettera, la sua «estrema preoccupazione» e quella del personale, che durante la pandemia è stato «ridotto allo stremo», ha sopportato «enormi sacrifici per garantire il ritorno alla normalità» e oggi continua a vivere «la precarietà, a pochi giorni da una scadenza contrattuale che sarebbe drammatica».
450 CONTRATTI IN SCADENZA
Se tutto andrà come spera la Uil, e quindi se il Piano sarà approvato così come è stato stilato dalla Asl, «sarebbero prorogati i 450 contratti a tempo determinato. E per 150 di loro, tra comparto e dirigenza, si potrebbe procedere alla stabilizzazione, visto che sussistono i requisiti», spiega sempre Marcucci ricordando che su questo punto è stato già trovato un accordo tra Regione e sindacati. Il sindacato spera che si stringano i tempi, per non arrivare agli ultimi giorni utili. E non vuole neppure pensare a cosa accadrebbe se non dovesse arrivare il via libera della Regione, che «sta valutando anche i Piani, e la spesa, delle altre Asl. L’approvazione del Piano triennale», fa notare, «è improcrastinabile sia per l’abbattimento delle liste di attesa, che aumenterebbero se venisse meno il personale, sia per la continuità assistenza dell’ospedale Covid, in vista di una futura riclassificazione e del reimpiego come area medica, ma anche per la piena funzionalità del nuovo pronto soccorso», inaugurato la scorsa estate.
IL RISCHIO DI BLOCCO
«Sono tutte strutture il cui quotidiano funzionamento è garantito proprio dal personale in scadenza a dicembre, senza il quale ci sarebbe un blocco dell’assistenza», ha scritto Marcucci nella lettera all’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì e al direttore del dipartimento Sanità Claudio D’Amario. «Le conseguenze sarebbero devastanti, per la comunità».
L’allarme della Uil è generalizzato, non riguarda solo l’ospedale di Pescara. «Il blocco assistenziale investirebbe anche gli ospedali di Penne e Popoli, le strutture territoriali, i distretti e tutto il settore emergenziale, se solo si considera che il contratto di molti autisti delle ambulanze scadrà» a fine anno. E tra il personale della dirigenza medica e del comparto, spiega, rientrano molte figure professionali, «dai medici agli infermieri passando per tecnici di laboratorio e di radiologia, terapisti, Oss, assistenti sociali e amministrativi».
Marcucci è sulle spine, così come lo era «a giugno e poi a luglio, quando c’era lo stesso problema della scadenza dei contratti, poi prorogati fino a fine anno dopo l’ok della Regione. Oggi chiedo che ci dicano se il Piano avrà il via libera così com’è, con delle modifiche o dei tagli. E chiedo un impegno della politica perché vengano coperti tutti i 5 milioni di spesa».
Dal dipartimento Sanità della Regione fanno sapere che «l’istruttoria è in corso. È una procedura amministrativa, affidata agli uffici» che devono valutare se dare l’ok alle spese extra rispetto al tetto fissato.
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