Scafa, folla in lacrime per l’addio a Mirco Martelli

Anche i colleghi della Imte insieme a tutto il paese ai funerali del 38enne morto in un incidente stradale
SCAFA. Una folla immensa e commossa ha accompagnato la bara del 38enne Mirco Martelli sul percorso prima verso la chiesetta di Santa Maria Goretti di località Decontra e poi verso il cimitero. Una folla affranta dal dolore e stretta intorno alla famiglia dell'operaio della Imte di Rosciano, deceduto tragicamente la mattina di mercoledì mentre si recava al lavoro. Era quasi giunto in fabbrica, dove lavorava ai robot di meccanica di precisione, quando con la sua Fiat Panda è stato investito, dopo un impatto frontale, da una Ford Fiesta che proveniva in senso contrario e guidata da una donna di 35 anni di Pescara.
Il lungo corteo si è incamminato verso la chiesa dalla deviazione di contrada Pianapuccia, percorrendo la strada che Mirco solcava ogni giorno e attraversando lentamente i luoghi dove è felicemente vissuto con la famiglia, la moglie Stefania, le figlie Irene e Elisa e i congiunti più stretti il papà Renzo, la mamma Maria Pia, la sorella Cristina ed una nonna novantenne.
Carattere riservato, Mirco amava stare in compagnia e partecipare alle iniziative. Ma la passione che assorbiva tutte le sue energie era la coltivazione dell'orto e del giardino vicino casa, aiutato dal padre Renzo. Era volontario di Legambiente e tifava fortemente Juventus. Amici e conoscenti sono arrivati da tutti i paesi del circondario e dalla Imte è giunta una larghissima rappresentanza di colleghi. La piccola chiesa non è riuscita a contenere tutti, ma la voce del parroco don Antonello Graziosi è arrivata chiara anche a chi ha seguito dall'esterno la funzione religiosa. Il sacerdote ha invocato la speranza quale aspetto profondo della fede.
«Non riusciamo a darci una risposta a eventi tragici come questo e pensiamo che il Signore non ci ha protetto, ci ha abbandonati, invece», ha invitato a riflettere, «è proprio in questi momenti che Gesù ci è più vicino e ci sostiene. La stessa nostra presenza qui ci rivela che nei nostri cuori alberga anche un sottile filo di speranza che ci avvicina al Signore e che è il germe che non ci fa perdere il contatto con lui. Ora Mirco e già con lui e guarda e protegge la sua bella famiglia. Non mancherà neanche di seguire la sua Juventus». Queste parole sono state salutate con un grande applauso, ma anche con molte lacrime. Mestamente, dopo la messa, il compatto corteo ha accompagnato il feretro per la sepoltura.
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