Scafa, le campane superano i test

Chiusa la querelle sulla torre dell’orologio, per l’Arta il rumore è nei limiti di legge
SCAFA . Lo scorcio di fine anno, nella frazione De Contra, è stato decisivo per la soluzione della querelle legata allo scampanìo della torre dell’orologio della chiesa di Sant’Antonio e Santa Maria Goretti, tornate legittimamente e regolarmente a scandire il passare del tempo nelle ore e nei loro quarti, perché giudicate ammissibili, secondo le norme vigenti sulla diffusione delle “rumorosità”.
Era stato un abitante della frazione a sollevare la questione, ritenendo che producessero emissioni fastidiose, tanto che il parroco, don Antonello Graziosi, per non generare dissidi nella popolazione residente, aveva interrotto i rintocchi delle campane legate all’orologio, lasciando in esercizio soltanto quelle per l’annuncio delle funzioni religiose, un’azione ammessa dalle norme del Concordato fra Chiesa e Stato, anche se producessero più alti livelli di emissioni sonore.
La decisione non è stata approvata dal sindaco Maurizio Giancola che ha chiesto al parroco di riattivare le campane, perché costituiscono un elemento distintivo e caratterizzante per la vita della comunità.
Per riottenere, però, lo scampanìo delle campane si è attivato un residente della frazione, Sante Di Paolo (ex assessore provinciale), che ha prodotto un esposto indirizzato all’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) e alla Asl affinché venissero verificati i livelli di sonorità, appoggiato da una petizione degli abitanti indirizzata al sindaco, che esprimevano parere contrario alla tacitazione delle campane, ritenendo che il loro suono rappresentasse, per la piccola frazione, elemento vitale di vita comunitaria.
A sciogliere ogni dubbio è stato il responso delle indagini acustiche condotte dall’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente (Arta) prima di Natale, che per eseguire le misurazioni ha dovuto imporre il ritorno del suono delle campane per alcuni giorni, con la condizione che se l’emissione sonora fosse risultata oltre i limiti di legge, sarebbero state definitivamente tacitate.
E invece il risultato dei rilevi fonometrici, condotti e asseverati dai fisici Arta Sergio Palermi e la dirigente Giovanna Mancinelli, ha sancito l’ammissibilità di quella emissione, perché attestata su livelli di decibel inferiori al limite max di 60: in particolare è stato rilevato un valore di 57,5 per il rumore ascrivibile alle campane per uso liturgico, 52 a quello dei rintocchi orari, 59 per il combinato liturgico più orario e 59,5 con l’aggiunta di un rumore residuo. Dunque, non si è verificato mai un superamento del valore limite di accettabilità. E, con buona pace di tutti, ora le campane dell’orologio continuano a suonare regolarmente.
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