Scafa, solo 2 pediatri per tremila bambini Rivolta delle mamme

5 Febbraio 2021

Lettera di 230 genitori all’assessore regionale e al garante «I nostri figli hanno diritto a essere seguiti, così è impossibile»

SCAFA. «I nostri figli non sono numeri, hanno il diritto di essere seguiti da un pediatra». È la voce disperata di una mamma, Silvia Gioffrè, portavoce di un gruppo di circa 230 genitori del distretto sanitario di Scafa, che ha indirizzato una lettera al garante dell’infanzia Maria Concetta Falivene e all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Il dramma della carenza dei pediatri, in piena pandemia, ha spinto le mamme e i papà a rivolgere l’ennesimo appello alle autorità, per ribadire la necessità di assegnare nuove sedi ai pediatri inseriti nelle graduatorie, affinché i bambini possano avere «cure adatte all’età pediatrica».
L’emergenza riguarda la mancanza dei medici che assistono i piccoli in età pediatrica, da 0 a 6 anni, eventualmente prorogabile fino a 14 anni per scelta dei genitori, in alternativa al medico di famiglia. Parliamo, nel distretto sanitario di Scafa che abbraccia 13 comuni della provincia di Pescara, di appena due pediatri per 2.918 bambini da 0 a 14 anni, a fronte di un massimale consentito di 800 pazienti per ogni professionista. Il tutto perché, come accaduto sull’intero territorio pescarese, i medici andati in pensione o trasferitisi in un altro luogo non sono stati sostituiti, attingendo come da prassi dalle graduatorie.
Al contrario, con la delibera del 25 gennaio scorso, è stata prevista per i due pediatri attivi nel distretto sanitario di Scafa una deroga di tre mesi ad ampliare il loro massimale di pazienti. «Ma per noi genitori altro non è che una toppa a un grave problema», spiega Silvia Gioffrè, «una media di 1500 pazienti per ogni dottore è un numero assurdo che va oltre ogni limite massimo stabilito da qualunque norma».
La mamma racconta di essersi attivata dallo scorso novembre, prendendo contatti sia con il garante dell’infanzia Falivene sia con l’assessore Verì e di aver poi costituito un gruppo di genitori accomunati dalle medesime problematiche. «I nostri figli non sono numeri»,, si legge sulla lettera inviata alle autorità, «e soprattutto hanno tutti lo stesso diritto di essere seguiti da un medico di pediatria, che abbiano 3 anni piuttosto che 8, sono pur sempre in fascia pediatrica. Non si può costringere, come sta avvenendo, un genitore di un bambino di 8 anni a lasciare il proprio pediatra a favore di un medico di medicina generale. In questo modo vengono tolti i diritti a una specifica fascia di età che va dai 7 ai 14 anni». Per queste ragioni i genitori si dicono pronti ad «andare avanti con la nostra battaglia fino a che i diritti di ogni singolo bambino non vengano rispettati».