Scampi più costosi, merluzzi meno cari

3 Novembre 2015

Al mercato ittico all’ingrosso il prezzo dei prodotti che scarseggiano è salito del 40 per cento

PESCARA. «È vero, manca il pesce grande e più pregiato. In particolare mancano gli scampi, e avvertiamo questa carenza da quando è ripresa l’attività dopo il fermo biologico. I prezzi, ovviamente, ne risentono, così come sono cambiati i prezzi dei prodotti che, invece, eccedono». A parlare è Mauro D’Andreamatteo, direttore del mercato ittico all’ingrosso.

Nella struttura di via Paolucci si avverte nettamente la scarsità degli scampi, e inevitabilmente questo fattore incide sul prezzo finale, «salito del 40 per cento circa. Non potrebbe essere altrimenti», fa notare D’Andreamatteo, «considerato che «non c’è la disponibilità del prodotto e visto che ci occupiamo solo di prodotto locale. Incrociando domanda e offerta, il prezzo sale se la merce manca».

Un discorso dello stesso genere va fatto per il pescato che abbonda. «Per i merluzzi e i prodotti da frittura, cioè quelli che si pescano meno a largo, la quantità è maggiore, quindi il prezzo è sceso del 20 - 30 per cento. Questi due elementi, cioè l’aumento di alcuni prezzi e la riduzione di altri, si compensano. Il calo del prezzo si registra, in questa fase, anche per le seppie».

Le difficoltà registrate dagli armatori, che saranno al centro di un’assemblea fissata per sabato mattina con i colleghi di altre marinerie, finiscono per influenzare negativamente anche gli affari del mercato. È una situazione «penalizzante anche per noi», dice D’Andreamatteo. «Attraverso la nostra struttura avviene la prima immissione» del prodotto sul mercato per cui non può non registrarsi «una certa sofferenza per la mancanza di determinate qualità di pesce. Se le cose andassero diversamente, guadagneremmo anche noi di più». Nel mercato di via Paolucci «gli acquirenti registrano negativamente la carenza di determinate specie e la conseguenza è che devono fare ricorso ai grossisti» che si riforniscono in altre zone dell’Adriatico o sul Tirreno. «D’altronde», fa notare il direttore, «chi ha un’attività, un negozio, deve trovare il pesce, in qualche modo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA