Scandalo delle mense Parte la querela di cinquanta famiglie

10 Luglio 2018

Il sindaco Alessandrini incontra una delegazione dei genitori «Dopo la risoluzione del contratto avremo una nuova ditta»

PESCARA. I genitori degli oltre duecento bambini, che sono finiti in ospedale a giugno per una gastroenterite dopo aver mangiato in alcune mense scolastiche del Comune, hanno presentato una querela con la firma di cinquanta famiglie. Lo ha annunciato Paolo Nardella, l’avvocato incaricato dai genitori di seguire la vicenda dal punto di vista legale. Intanto, ieri mattina una delegazione di genitori è stata ricevuta nuovamente dal sindaco Marco Alessandrini. Il primo cittadino ha messo al corrente le famiglie sui passi che sta facendo l’amministrazione comunale per risolvere la questione e cercare di far ripartire il servizio, sospeso a giugno dopo i malori riscontrati dai bambini e da alcune insegnanti. «L’incontro con il sindaco è stato molto positivo», ha raccontato Nardella, «abbiamo ottenuto ciò che volevamo. Abbiamo preso contezza della situazione con la visione dei documenti predisposti dal Comune».
«Si va verso la risoluzione contrattuale», ha rivelato l’avvocato, «con addebito nei confronti della ditta per gravi inadempimenti che esulano dalla tossinfezione alimentare riscontrata a giugno». «Ci sono inadempimenti pregressi, a detta del Comune», ha aggiunto Nardella, «che già da soli legittimano una risoluzione contrattuale».
Nel frattempo, l’avvocato ha presentato la querela con le cinquanta firme. «Adesso ci sarà la procedura dell’interpello», ha spiegato, «e ho promesso personalmente al sindaco di aiutare il Comune a facilitare le iscrizioni a mensa nel più breve tempo possibile, una volta affidato alla ditta seconda classificata».
La seconda in graduatoria e l’associazione temporanea d’impresa Camst società cooperativa e Csa Consorzio servizi abruzzese. Dovrebbe andare a sostituire l’attuale associazione temporanea d’impresa Cir food e Bioristoro Italia, dopo la risoluzione contrattuale. Questo è almeno ciò che spera l’amministrazione comunale. «Siamo nelle condizioni per procedere alla risoluzione per inadempimento del rapporto contrattuale che abbiamo con gli attuali gestori delle mense scolastiche», ha confermato Alessandrini, «lo scorso 12 giugno, la concessionaria ha avviato al Comune una serie di documenti su controlli, rapporti prova e accertamenti vari. La documentazione è stata analizzata dai nostri uffici e sono emerse alcune criticità rispetto agli alimenti somministrati. In particolare, una caciotta in cui c’era traccia di carica batterica. Le analisi in questione risalivano ad aprile, ma noi lo abbiamo saputo solo adesso».
«Il Comune», ha affermato, «sta quindi predisponendo la documentazione necessaria per la risoluzione del contratto. La risoluzione per inadempimento dà la possibilità di esperire l’interpello, cioè valutare se l’impresa che si è classificata seconda nell’ambito della gara possa offrire lo stesso servizio a condizioni e costi analoghi». Questo, a detta del sindaco, consentirebbe di evitare le lungaggini di una nuova gara europea, visto che l’obiettivo è quello di far ripartire il servizio ad ottobre. «Se si dovrà procedere a una nuova gara», ha concluso, «saremo costretti a ricorrere a un servizio ponte».
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