Scandalo mense: a confronto tecnici e investigatori

16 Giugno 2018

PESCARA. Nuova ispezione di Nas, Asl e Istituto zooprofilattico nei tre centri cottura sotto sequestro, e nuovo vertice in Procura, ieri mattina, sulla vicenda dei malori dei bambini nelle mense...

PESCARA. Nuova ispezione di Nas, Asl e Istituto zooprofilattico nei tre centri cottura sotto sequestro, e nuovo vertice in Procura, ieri mattina, sulla vicenda dei malori dei bambini nelle mense scolastiche. Un caso quasi unico in Italia per l’alto numero di malori in un tempo così ristretto: una manciata di giorni a fronte di 220 bambini ricoverati in ospedale per le gastroenteriti a cui va aggiunta un’altra buona metà, almeno stando a quanto sta emergendo dal “censimento”, che stanno portando avanti nella scuola di Piano T i stessi carabinieri forestali tra i bambini che sono stati male, ma che non sono andati in ospedale. Un fenomeno di portata enorme che, proprio per questo ha richiamato sin da subito l’attenzione dell’Istituto superiore della Sanità che con i carabinieri del Nas, pure impegnati sul fronte investigativo, sta portando avanti l’indagine epidemiologica, tecnico-scientifica, dunque, che fa di Pescara un caso da studiare.
Due indagini parallele che richiedono un confronto continuo. Per questo ieri, alla presenza del procuratore Massimiliano Serpi, si sono riuniti il suo vice Anna Rita Mantini che coordina l’inchiesta con il pm titolare del fascicolo Anna Benigni, rappresentanti della Asl, dell'Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Zooprofilattico, oltre ai carabinieri del Nas con il maggiore Domenico Candelli e ai carabinieri forestali con il colonnello Annamaria Angelozzi.
La riunione era finalizzata a fare il punto su elementi, materiale e informazioni raccolti finora, a due settimane dai primi accessi dei bambini in ospedale. Un’indagine lunga e complessa che per quanto riguarda l’esito delle analisi su quanto sequestrato dai Nas nei centri cottura richiederanno ancora tempo e ulteriori approfondimenti.
Approfondimenti investigativi e tecnici per cui ieri gli investigatori sono tornati nei centri cottura sequestrati.
(s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.