Scandalo mense, sequestrati 7 centri cottura

L’inchiesta sui bimbi intossicati, Nas e Asl hanno ascoltato 120 tra genitori e personale delle scuole
PESCARA. Proseguono gli approfondimenti investigativi e tecnici sulla vicenda degli oltre 200 bambini, iscritti in numerose scuole della città, finiti in ospedale con sintomi gastrointestinali. Ieri, sono scattati i sigilli per tutti i centri cottura che servono le mense scolastiche.
Dopo il sequestro dei primi tre centri cottura che preparano i cibi destinati alle scuole frequentate dai bimbi che hanno accusato i malori, il personale della Asl e i carabinieri del Nas, diretti dal maggiore Domenico Candelli, hanno, infatti, sottoposto a vincolo sanitario anche altri quattro centri cottura, ossia le strutture che servono tutte le altre scuole e che inizialmente non erano state sequestrate. Il provvedimento punta sostanzialmente ad ampliare il raggio degli accertamenti nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto, Anna Rita Mantini, e dalla pm titolare del fascicolo, Anna Benigni.
Intanto i militari del Nas e la Asl, a margine dell'indagine epidemiologica disposta dall'azienda sanitaria pescarese, hanno ascoltato circa 120 persone tra genitori dei bimbi finiti in ospedale e personale delle scuole. Insieme agli oltre 200 bambini, sono una quindicina gli adulti che hanno presentato sintomi analoghi. Sul fronte investigativo sono impegnati anche i carabinieri forestali, diretti dal tenente colonnello, Annamaria Angelozzi, che da alcuni giorni stanno ascoltando i genitori dei bimbi che non sono finiti in ospedale. Prosegue anche l'attività dell'Istituto Zooprofilattico, che sta analizzando i campioni di cibo e il materiale prelevato nelle mense e nei centri cottura. Analisi di cui si attende l'esito definitivo per fare luce su un caso quasi unico in Italia per l’alto numero di malori in un tempo piuttosto ristretto.
La causa dei malori sarebbe il batterio Campylobacter: si lavora per risalire all'origine dell'infezione. I risultati degli accertamenti sono dunque importanti per l'attività investigativa e per l'inchiesta che, allo stato, conta 4 persone indagate tra la presidente della Cir che gestisce il servizio di refezione scolastica in Associazione temporanea di imprese (Ati) con BioRistoro Italia, due amministratori dell’associazione temporanea d’impresa e il responsabile delle procedure per prevenire le contaminazioni degli alimenti. I reati ipotizzati sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, di natura colposa, e lesioni colpose.

