Scatta la caccia a 10mila evasori Al lavoro la neo società dei tributi

È operativa l’azienda del Comune: gestisce le imposte locali, i canoni delle case popolari e le multe I contribuenti che non pagano il dovuto rischiano pignoramenti sui conti bancari e sugli stipendi
PESCARA. Il Comune ha messo in moto una corazzata per le tasse locali. Da ieri è operativa la nuova società dei tributi dell’ente, chiamata Adriatica risorse spa. È, almeno per adesso, una piccola azienda in house con 12 dipendenti provenienti dal Comune. Proprio qualche giorno fa la giunta ha dato il via libera al trasferimento del personale. Ma diventerà ben presto un gigante con l’assunzione, entro tre anni, di nuovi lavoratori per arrivare così a regime a 45 dipendenti. L’obiettivo è quello di rendere la società una macchina da guerra in grado di gestire ogni tipo di riscossione e di avviare una lotta all’evasione senza precedenti.
TASSE E MULTE. Adriatica risorse farà il lavoro finora affidato a società esterne diverse. Ad esempio, la riscossione dell’Imu, Tasi, Tari e le sanzioni per le violazioni al Codice della strada erano affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione; la riscossione coattiva per i ruoli emessi fino al 30 giugno 2017, alla Soget; l’imposta comunale sulla pubblicità, diritti sulle pubbliche affissioni, canoni per l’occupazione del suolo pubblico e per i box dei mercati, all’Ica; le rette delle mense scolastiche, alla Serenissima ristorazione; le tariffe dei parcheggi, a Pescara multiservice (ex Pescara parcheggi). Oltre a tutte queste attività, la nuova società del Comune si occuperà anche della riscossione dei canoni e degli affitti degli alloggi popolari e dei locali dell’ente. Questo, secondo le previsioni, dovrebbe comportare un notevole risparmio di energie e di risorse economiche.
LOTTA ALL’EVASIONE. Si calcola che la percentuale di evasione delle imposte locali, come la Tari, si aggira tra il 20 e il 25 per cento dei contribuenti. In pratica, prendendo sempre come esempio la tassa sui rifiuti, ci sarebbero tra i 10mila e i 12mila cittadini che non pagano. La nuova società ha già un piano per abbattere questa percentuale di evasori. Prevede la suddivisione delle posizioni morose in tre classi: contribuenti con informazioni sulle possibilità di riscossione già disponibili; quelli che hanno azioni esecutive o cautelari già in corso; e quelli che per la prima volta risultano morosi. La nuova società intende agire con l’analisi e l’incrocio delle banche dati dei vari tributi; le verifiche dei modelli Isee e dei documenti depositati al Pubblico registro automobilistico; i controlli dei dati catastali per verificare l’attendibilità di quelli dichiarati dai contribuenti in merito alle categorie di immobili, rendite, percentuali di possesso e titoli di possesso.
Ma è sugli strumenti a disposizione per la lotta all’evasione che la nuova società del Comune riuscirà a differenziarsi. Adriatica risorse procederà al recupero delle somme non versate prima inviando dei solleciti, poi avviando le ingiunzioni di pagamento. Infine, se questi strumenti non dovessero funzionare, scatteranno i pignoramenti sui conti bancari dei contribuenti e/o su un quinto dei loro stipendi. Operazioni, queste, che sono state già sperimentate con successo dall’Ufficio tributi del Comune negli ultimi mesi e che hanno consentito di recuperare oltre 250mila euro.
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