Scelte due aziende per il sito di Bussi

Offerte della Filippi di Vicenza e della Todisco di Milano ma solo la prima prevede 180 operai in più della Solvay
BUSSI SUL TIRINO. A Bussi, amministrazione e comunità cittadina hanno approvato all'unanimità, la prima volta in consiglio comunale, la seconda in assemblea pubblica, la scelta di due aziende che potrebbero insediarsi nel sito industriale, rilevando la Solvay. Un atto che chiude un capitolo, quello della scelta dell'investitore e ne apre un altro, il più spinoso relativo alla bonifica del sito Solvay dove la nuova azienda dovrà insediarsi. Entrambe le imprese che operano nel settore chimico, la Filippi di Vicenza e la Todisco di Milano, hanno già avanzato un’offerta economica alla Solvay per rilevare gli impianti, ma mentre la Filippi nel programma industriale presentato ha previsto un progetto aggiuntivo per realizzare un opificio dedicato alla chimica farmaceutica che darebbe lavoro a circa 180 dipendenti, triplicando le attuali maestranze in forza alla Solvay, la Todisco non ha fatto cenno di questo progetto integrativo.
Le norme del bando per il reclutamento degli investitori richiedevano la continuazione dell’attività Solvay di produzione dei cloro soda e dei prodotti Eureko e l'ampliamento della attività industriale. Dunque i vantaggi ad oggi sarebbero tutti per la Filippi.
Ora lo scenario che si apre è sulla bonifica delle aree industriali. Entrano dunque in scena il commissario Adriano Goio che dovrà spendere i 50 milioni di euro che gli sono stati assegnati e il ministero dell'Ambiente retto da Gian Luca Galletti con il quale Solvay, il nuovo investitore, Goio e amministrazione comunale del sindaco Salvatore Lagatta, dovranno sottoscrivere un accordo di programma per stabilire il modo di procedere e i tempi di attuazione.
Sono in ballo due problematiche: come procedere con la bonifica e a chi intestare il sito che Solvay cede, soggetto che assumerebbe tutte le responsabilità sulla reale sicurezza del sito e le possibili conseguenze per ogni evenienza futura. «La bonifica», ricorda Lagatta, «deve essere modulata in relazione al progetto industriale del nuovo investitore, perciò è necessario conoscerlo nei dettagli a priori. E la bonifica deve essere estesa anche alle aree attigue al sito Solvay, le cosiddette 2A e 2B. Il sito sul quale gravano gli impianti produttivi potrebbe rientrare nella proprietà comunale e ceduto all'investitore in diritto di superficie. Sono per ora ipotesi che andranno vagliate e studiate collegialmente con i soggetti interessati. Un tavolo di lavoro con il ministro Galletti dovrebbe essere convocato entro la prossima settimana», conclude Lagatta.
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