Scendono in piazza 500 viticoltori «Ristori immediati e stop ai mutui»

21 Dicembre 2023

A Villamagna la protesta di 24 Cantine in crisi a causa della mancata produzione: «È una calamità» Bocciata la misura del prestito: «Soldi finiti in poche ore, abbiamo bisogno di sostegni concreti»

Cinquecento viticoltori in piazza con 80 trattori che sfilano non per trasportare casse di Montepulciano o Trebbiano, Passerina o Pecorino. Sui mezzi agricoli c’è il tricolore, accompagnato da slogan eloquenti: «Basta chiacchiere», «Abbiamo perso uva e dignità», «La peronospora ci ha distrutto». A Villamagna è andata in scena la mobilitazione generale del settore, che si è riunito attorno alla proposta dei “Viticoltori per la vite”: 24 Cantine abruzzesi sostenute da Associazione Gva (Giovani viticoltori abruzzesi), Confcooperative, Consorzio Vini d’Abruzzo, Daq distretto vino d’Abruzzo, Legacoop Abruzzo, Movimento Turismo del Vino e Città del Vino.
le voci della protesta
Andrea Centanni, presidente dei Giovani viticoltori Abruzzesi, non le manda a dire. «Noi siamo in piazza a protestare per una crisi senza precedenti, e in queste stesse ore il ministro Lollobrigida annuncia 14 milioni per il comparto della frutta a guscio. E per l’Abruzzo niente: siamo stati dimenticati». E argomenta: «Questa è soltanto una prima manifestazione di protesta. Ci hanno portato a iniziare questa battaglia perché non ci vogliono ascoltare: fanno orecchie da mercante. Noi rappresentiamo la nuova generazione e ogni azienda ha il diritto-dovere di manifestare contro l’assenteismo da parte delle istituzioni e dell’intera politica perché è mancata la volontà di aiutare il mondo viticolo abruzzese dicendo che i soldi non si possono dare direttamente alle aziende. O ci verranno dati aiuti immediati oppure sarà la catastrofe. Già molti mesi fa si sapeva che non avremmo raccolto niente e qualcosa si sarebbe potuto fare. Invece ci hanno accontentato con la misura del piccolo prestito che non è servito a niente. È come il clic day: se di sabato, a mezzogiorno, apre il bando per accedere al prestito e domenica sono chiusi i Caf e i commercialisti, come fa una persona di una certa età a fare domanda da casa e districarsi? Al sabato sera erano state fatte già 300 domande e sono finiti i soldi con 4 ore. Adesso basta chiacchiere, abbiamo bisogno di ristori diretti alle aziende viticole. Se continua così, a giugno chiudiamo le aziende. I soldi ci sono: si trovi il metodo per farli arrivare come in Emilia Romagna. Vogliamo parità di diritti. La nostra associazione è neutrale e apolitica: finora abbiamo avuto 80 adesioni, ma cresceremo ancora per continuare a lottare per i nostri diritti».
le proposte
I viticoltori chiedono il blocco dei mutui e sgravi contributivi per almeno due anni. In molti, per salvare la potatura, hanno affrontato spese importanti in prodotti fitosanitari. Per questo chiedono sostegni. Fabrizio Di Clerico, ortonese, vicepresidente dei giovani viticoltori, denuncia: «Nella mia azienda agricola biologica è andato perso l’80 per cento della produzione. Servono immediati aiuti per sostenere la prossima annata. Non solo avremo guadagno zero, ma le spese della prossima annata dovremo sostenerle di tasca nostra. Non servono prestiti, ma misure mirate e ristori per i viticoltori. Questa manifestazione rappresenta una giornata storica ed è soltanto la prima: ne faremo di più grandi».
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