«Schiaffeggiala, spaccale la testa»

2 Aprile 2016

Le intercettazioni: gli indagati pianificavano i raid punitivi per chi non pagava

PESCARA. Fare soldi. Era questa la priorità dei quattro sfruttatori di prostitute romene finiti nel mirino della procura e destinatari, da ottobre 2015, di un ordine di arresto. Dalle intercettazioni telefoniche emergono le strategie del gruppo per controllare la zona di Pescara sud, anche nei rapporti con altre bande, e fare in modo che ogni ragazza fosse al suo posto e non sgarrasse. «Lì non possono stare, fratello, perché lì ho già due ragazze. Che vanno cercando alla fermata? Ti ho fatto vedere dove possono stare, sulla nazionale», dice uno degli arrestati parlando della collocazione delle prostitute.

Lavorare, per le squillo, voleva dire pagare gli sfruttatori. Se qualche estranea si fermava nella zona controllata dai quattro doveva versare la tassa di occupazione e le concorrenti dovevano andarsene. Venivano cacciate, in modo brutale. «Vai là, dille di andarsene via, e stai tu là», diceva il capo a chi eseguiva gli ordini, disponendo delle spedizioni di gruppo. In caso di mancata riscossione si dovevano «tirare schiaffi», o «spaccare la testa», e non era ammissibile che i soldi venissero spesi per vestiti o stivali e per andare al bar. «Dà i soldi, sta m...?», chiedeva sempre il capo a chi riscuoteva. «No? Mo le spacco il c.... ».

Quando è balenato il sospetto che una delle donne stesse per allontanarsi è stato contattato il marito, in Romania, per chiedergli di raggiungere l’Italia con un’altra donna, una «buona». E gli è stato detto che la moglie andava redarguita perché frequentava «gli uomini più schifosi di Pescara», beveva e si drogava, non voleva lavorare né mandare i soldi a casa. La situazione andava recuperata, ma non al telefono, «perché questa se ne va e fa denunce». Ha smesso di pagare una squillo che non ce la faceva a versare «150 euro a settimana» per prostituirsi in un tratto di strada che «reclamavano di loro proprietà», più «10 euro al giorno per l’affitto della camera e 15 euro per cliente». Erano «parecchi soldi», la richiesta di riduzione è stata respinta, non volevano «sentire ragioni», le dicevano che se non avesse pagato sarebbe stata «picchiata». Ma lei ha detto basta, dovendo mandare soldi in Romania a madre, marito e figlio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA