Schirato: «Con i miei scatti vi racconto i disastri del mondo»

16 Novembre 2018

Il fotoreporter pescarese oggi all’Aurum con Terra Mala Il volume racconta i drammi nella Terra dei fuochi

PESCARA. È lo «scatto di ciò che si sente e non di ciò che si vede» il segreto per una buona foto. In quel semplice «clic c’è tutta la tua storia, i libri che hai letto, i film che hai visto, c’è tutto te stesso».
Così parla Stefano Schirato, 44 anni, sposato, padre di tre figli, pescarese nato a Bologna, photographer di Giuseppe Tornatore in “Baarìa” e “La migliore offerta”, collaboratore di Vanity Fair e del New York Times, autore di “Terra Mala”, uno straordinario reportage fotografico sulla cosiddetta “terra dei fuochi», l’area campana tra Caserta e Napoli, tristemente nota per essere una bomba di inquinamento ambientale, una discarica a cielo aperto di «rifiuti tossici illegalmente sversati per decenni».
Schirato, fotoreporter di fama reduce da un viaggio in India, amante del bianco e nero, è fratello di Emilio, presidente di Federalberghi che gli ha «trasmesso all’età di 21 anni l’amore per la fotografia». Presenterà per la prima volta nella sua Pescara («che amo e a cui dico grazie») quel capolavoro di immagini che è Terra Mala, stampato grazie al crowdfounding, che ha permesso la vendita online di oltre 400 copie del volume a 25 euro, ancor prima di essere stato pubblicato. Una sequenza di scatti che colpiscono al cuore e raccontano i volti feriti delle madri che hanno visto i figli morire di cancro, i luoghi della povertà immersa nella sporcizia, le tonnellate di zolle di terra inquinata e corrotta.
Il volume, edizioni Crowdbooks di Livorno, prefazione di Antonio Giordano, oncologo dello Sbarro Institute di Philadelphia , sarà presentato nel corso del convegno “La violenza ambientale: immagini e commenti» che si terrà oggi alle 17.30 all’Aurum.
All’evento, organizzato da Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari), sezione di Porta Nuova diretta da Miriam D’Ascenzo, partecipano Angelo Mariano Bozza, presidente del Tribunale che relazionerà su “Giustizia, ambiente, economia e società”ed Ezio Sciarra, già preside della facoltà di Scienze sociali dell’Università D’Annunzio che toccherà i temi dell’“Alterazione ecologica e danno sociale” . Modera il dibattito, Jenny Pacini, direttore della rivista Abruzzo economia.
Il “fotogiornalista”, come suole definirsi, racconta come nasce Terra Mala: «Dopo una serie di servizi, realizzati per Vanity Fair e il New York Times, sugli inquinamenti ambientali di Cernobyl nel 2011, il filone che mi ha condotto in Campania attraverso amici che mi hanno fatto conoscere i disastri nella Terra dei Fuochi. Inizialmente non volevo fare nulla, non mi convinceva quella montagna di rifiuti interrati.
Poi, però, ci ha ripensato. «Mi ha fatto cambiare idea don Maurizio Patriciello, parroco di frontiera a Caivano, minacciato dalla camorra con due fratelli morti di cancro. Attraverso lui ho conosciuto 25 mamme che hanno seppellito figli da sei mesi a nove anni. E anche una donna di 60 anni, malata di tumore a Terzigno, che su un quadernetto ha scritto a mano nomi, cognomi e storie dei suoi compaesani affetti dallo stesso male. Quello è il registro dei tumori della zona vesuviana. Sentivo che queste storie dovevano essere raccontate, non solo per il paesaggio stuprato, ma soprattutto per dare forma ai dolori di quella gente».