Sci vietato per il Natale Marsilio: sarà un disastro

Il presidente preoccupato dalla sospensione delle stazioni di risalita regionali: «Serve un paracadute del Governo, altrimenti nascono tensioni sociali»
PESCARA. «La chiusura degli impianti sciistici sarebbe un disastro per l’Abruzzo, ma ci rendiamo conto che se non cala la curva dei contagi sarà ben difficile pensare che i turisti possano arrivare». Così il presidente della Regione, Marco Marsilio, interviene sul rischio chiusura degli impianti da scii. Le stazioni sciistiche dovrebbero rimanere chiuse a Natale, secondo il provvedimento che il governo sta per varare per evitare che le «vacanze sulla neve facciano il paio con le vacanze spensierate e le serate in discoteca della scorsa estate», ha detto qualche giorno fa il premier Giuseppe Conte.
I DANNI PER L’ABRUZZO. Lo slittamento a gennaio della stagione invernale potrebbe costituire per l’Abruzzo interno un colpo mortale all’economia. Ne sono convinti gli operatori turistici, gli albergatori e i gestori degli impianti di risalita. Nel comprensorio sciistico dell’Alto Sangro lavorano duemila persone nella stagione invernale, le strutture alberghiere sono 140, le presenze turistiche stagionali 500mila e quelle giornaliere 30mila. Roccaraso, Ovindoli, Pescasseroli e tutto l’Abruzzo della neve sperano nella riapertura. «L’Abruzzo ha le principali stazioni sciistiche dell’intero Centro-sud», dice Marsilio, «per noi è un disastro non poterle aprire, soprattutto nel periodo di massima richiesta. Stiamo facendo del nostro meglio per arrivare all’appuntamento con la stagione invernale con le carte in regola e in condizioni di sicurezza per permettere la riapertura degli impianti. Proprio per salvare il Natale», aggiunge il governatore, «non solo sulle piste da sci, ma anche per il commercio, abbiamo anticipato il provvedimento della zona rossa quando abbiamo capito che i numeri tendevano verso quello scenario. L’abbiamo fatto per favorire la fuoriuscita da questa situazione di criticità e per avere le condizioni per poter riaprire».
I RISTORI DEL GOVERNO. Per Marsilio la priorità è «provare a sconfiggere il virus: vale per la stagione sciistica, i consumi, il lavoro, la scuola. Il nostro primario impegno è tutelare la salute e fare in modo che sui nostri ospedali si allenti la pressione, permettendo di curare le persone e combattere il virus, compatibilmente con le attività economiche». Marsilio chiede al Governo di «aprire intanto il paracadute. Le tensioni sociali nascono quando i cittadini colpiti da restrizioni non sanno se verranno protetti. Poi possiamo anche decidere di restare tutti chiusi in casa, se però qualcuno mette i soldi dentro il portafoglio e permette di fare la spesa e coniugare il pranzo con la cena. Se questo non accade», conclude Marsilio, «e ci sono categorie che non ricevono sussidi, che non hanno più reddito o realtà che vedono fallire una stagione senza nessuna garanzia, questo rende più difficile fare scelte, anche coraggiose e impopolari, per tutelare la salute pubblica».
GLI AIUTI AI COMUNI. Ieri la Regione ha incontrato i sindaci di quei comuni dentro i cui territori ricadono impianti sciistici. Il provvedimento in fase di esame, nella prima stesura ancora priva di emendamenti, prevede un contributo a fondo perduto a favore dei gestori delle piste da sci abruzzesi e un aiuto economico per i comuni che andrebbe a sopperire, in parte, al mancato introito relativo ai canoni concessori dovuti dai gestori degli impianti sciistici. Il progetto di legge prevede di stanziare 3 milioni per finanziare le misure descritte, più 250 mila euro destinate al Comune di Scanno per l’acquisizione del complesso infrastrutturale del bacino sciistico di Collerotondo. All’incontro hanno partecipato i sindaci dell’Aquila, Fano Adriano, Pretoro, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Valle Castellana, Scanno e Castel di Sangro.
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